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La capacità di avere milioni di persone che ti ascoltano

La capacità di avere milioni di persone che ti ascoltano

Chiara Ferragni presenterà le due serate principali del Festival di Sanremo. Annuncio con 8 mesi di anticipo di Amadeus al Tg1, diventato ormai l’organo di stampa della kermesse canora

22 Giugno 2022

Michele Partipilo

Classe Media

Michele Partipilo

Viviamo nella società dell'informazione e la nostra vita è dominata dai media. Ma dei tanti problemi che generano raramente se ne parla. In questo blog proviamo a farlo.

L’annuncio è arrivato con otto mesi di anticipo durante il Tg1 delle 20, il primo senza la conduzione di uno dei tre storici mezzibusti rimossi per «insubordinazione». E chissà, forse serviva anche per creare una distrazione di massa. Parliamo è ovvio di Amadeus che Urbi et orbi ha fatto sapere che Chiara Ferragni sarà la co-conduttrice di di prima e ultima serata del Festival di Sanremo. Chi è Chiara Ferragni? Beh, la conoscono tutti. Per dovere di cronaca lo ripetiamo, quasi per ricordarlo a noi stessi. Chiara Ferragni è una bellissima donna, ha 35 anni, sposata con il cantante Fedez, hanno un bimbo. Grande classe e grandissima intelligenza economica, pesa per i suoi oltre 27 milioni di follower poiché di professione, prima che l’imprenditrice, fa la influencer.

Anzi si potrebbe dire che in Italia è la madre di tutte le influencer. Ma in che cosa consiste quest’attività così redditizia da permetterle di avere – secondo i dati della rivista Economy – un patrimonio netto di circa 40 milioni di euro l’anno, compresi i ricavi delle tre società che fanno capo a lei? Secondo quanto riferito dalla Rich list 2021 di Hopper Hq, solo un post di Chiara Ferragni costerebbe circa 75 mila euro. Si tratta della cifra più alta in Italia e della 72esima nel mondo. E infatti, secondo le indiscrezioni partite subito dopo l’annuncio di Amadeus, il suo cachet per le due serate al Festival non sarà inferiore ai 100mila euro, molto di più dei 20-35mila euro pagati ai co-conduttori dell’edizione 2021. La sua partecipazione era già nell’aria dall’anno scorso, ma sarebbe sfumata proprio per problemi di budget e forse anche per evitare polemiche, visto che in gara c’era suo marito e lei avrebbe avuto un innegabile effetto trascinamento. Al cachet ufficiale andranno poi aggiunte le sponsorizzazioni, per cui prepariamoci a vivere un po’ di giorni all’insegna della Ferragni presente in tv a colazione, pranzo e cena.

Ma chi è un’influencer? I dizionari spiegano che si tratta di un «personaggio di successo, popolare nei social network e in generale molto seguìto dai media, che è in grado di influire sui comportamenti e sulle scelte di un determinato pubblico». Dunque è una persona che grazie all’interazione con i suoi seguaci (in Italiano follower) riesce ad associare popolarità e credibilità al punto da influire sulle scelte, gli acquisti, i comportamenti, i gusti di centinaia di migliaia di persone. Una capacità che solitamente è sfruttata per fini economici: qualche anno fa la Ferragni lanciò la «sua» acqua minerale Evian che costava 8 euro a bottiglia e andò a ruba nei negozi di lusso dove era in vendita. Ma anche per fini sociali: la senatrice a vita Liliana Segre l’ha chiamata al suo fianco perché parlasse ai giovani della Shoah. Vista dal pubblico un’influencer è un’icona cui ispirarsi, un’amica dei cui gusti ci si fida, le cui scelte piacciono sempre.

Insomma è l’immagine precisa di ciò che vorremmo essere. Ma perché il programma più seguito della Rai, che ogni anno macina decine di milioni di utili, ha bisogno dell’apporto di una influencer, ancorché del calibro di Chiara Ferragni? Risposta difficile e con più variabili. La prima: la conduzione di Amadeus è andata sempre in crescendo, ma questa crescita va ogni anno alimentata. La ricetta dell’eclettismo canoro – da Al Bano ad Achille Lauro, da Gianni Morandi a Sangiovanni, da Massimo Ranieri a Noemi – evidentemente non dà garanzia di riuscire a superare gli ascolti dello scorso anno, per cui è stato subito sparato il colpo di cannone che orienterà gli investimenti pubblicitari già da ora, ovvero dall’autunno quando tutte le grandi aziende preparano i bilanci per la comunicazione. Più pubblicità significa budget più ampio e quindi più ospiti, più grandi nomi, più tutto. Un’altra risposta possibile, forse più fantasiosa, è il tentativo da parte della Rai di ibridare lo strumento televisivo con i social. Proprio il Festival negli anni scorsi ha fatto dei tentativi di «collaborazione» in questa direzione. Se questo accadesse sarebbe un bene per gli utenti che, non va dimenticato, pagano una tassa per vedere non solo i programmi Rai ma qualsiasi programma via etere?

Le ibridazioni, le commistioni, non sono mai una buona cosa, poiché c’è sempre il rischio che uno strumento sopravanzi l’altro, che i diversi linguaggi si confondano che, insomma, alla fine si crei un minestrone in cui si capisce poco o nulla. Un esempio è dato dalle radio che si sono trasformate di fatto in tv aggiungendo le immagini dei conduttori e dei promo delle canzoni. L’ultimo passo è avvenuto con l’aggiunta delle immagini ai radiogiornali che sono diventati telegiornali a tutti gli effetti. In questo modo la forza comunicativa dell’immagine sopravanza quella della musica o della parola parlata. Su questa strada la radio, quella vera senza immagini, è condannata con ogni probabilità a diventare un medium elitario, così come sta accadendo ai quotidiani della carta stampata.

La Ferragni sa tutto questo? Certo e proprio in quanto influencer preparata e intelligente sa che altri milioni di persone, che oggi seguono solo la tv, possono essere aggiunte al suo esercito di seguaci moltiplicando così il suo potere di persuasione. Chi ci rimetterà, con ogni probabilità, sarà la Rai, che nell’immediato ne trarrà indubbiamente vantaggio e anche cospicuo, ma sul lungo termine vedrà migrare i suoi utenti verso i social, là dove ci sono le sirene come la Ferragni.

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