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Puglia, dove sono i bagni per disabili in Regione?

DiversaMente

Michele Pacciano

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L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

Puglia, dove sono i bagni per disabili in Regione?

Ad un disabile neuromotorio come me, non verrebbe mai in mente di scalare l'Everest.

Ci vuole molto più coraggio ad affrontare le ordinarie difficoltà di ogni giorno, che alla fine costituiscono la tua difficile normalità, piuttosto che arrendersi alla cattiva coscienza di chi per quietare reconditi sensi di colpa, sembra alla spasmodica ricerca di un handicappato speciale,  del fenomeno, che gli faccia battere le mani,  come faceva da bambino in uno spettacolo del Circo.

Una persona con disabilità vorrebbe semplicemente migliorare la sua vita, vorrebbe che il lavoro non fosse una concessione, ma un diritto e una via di realizzazione; mai, come spesso succede, un intrattenimento per tenere impegnati quei poveri disgraziati, che hanno invece dimostrato, quando e se motivati e ben guidati, di saper lavorare molto meglio degli altri.

 Un disabile,  se capitasse,  vorrebbe magari andare in via Capruzzi a seguire una seduta del Consiglio regionale senza doversi preoccupare, per raggiungere la stanza di un consigliere, di dover usare un ascensore in cui la carrozzina non entra, o se entra, lo riduce a sottiletta.

 Mi piacerebbe che un disabile potesse andare tranquillamente in bagno in via Capruzzi.

Senza doversi sentire rispondere dalla funzionaria costernata, che purtroppo questi sono palazzi vecchi, abbia pazienza, presto ci trasferiremo nella sede nuova.

Non è vero che la politica è tutta sporca e marcia, ci sono anche uomini di buona volontà.

Forse la riscossa di una sinistra sparsa e spersa, che arranca con poca convinzione nel tentativo di ritrovare se stessa, potrebbe ripartire proprio dal Sud, perché no dalla Puglia, dove nonostante ritardi ed errori,  si sono fatti  passi in avanti per inglobare il sociale in una seria logica di governo.

E non parlo solo del reddito di inclusione. 

La giunta Emiliano  ha appena nominato il garante regionale per le persone con disabilità.

Ora bisognerà vedere quello che farà,  di quali mezzi, fondi e risorse disporrà realmente 

Quanto riuscirà ad essere incisivo?

Il nuovo corso potrebbe cominciare da un bagno accessibile in via Capruzzi.

 

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