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L'Ue e i disabili

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Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

L'Ue e i diversamente abili


È la Giornata internazionale
delle persone con disabilità
Nell’Ue si contano 80 milioni di casi, moltissimi i disoccupati
Il tasso di povertà relativo è superiore del 70% alla media


Giuseppe Dimiccoli


Spesso sono invisibili. A tal punto che oggi è necessario ribadire che si celebra la «Giornata internazionale delle persone con disabilità». È stata istituita nel 1981 per promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza sui temi della diversa abilità, per sostenere la piena inclusione delle persone «in ogni ambito della vita e per allontanare ogni forma di discriminazione e violenza».
Nell’Unione europea i numeri parlano chiaro: la disabilità, da leggera a grave, riguarda una persona su sei, ovvero circa 80 milioni di persone che spesso non hanno la possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica a causa di barriere comportamentali e ambientali. Ma non è tutto. Mette i brividi pensare che il tasso di povertà relativo alle persone con disabilità è superiore del 70% alla media, in parte a causa dell’accesso limitato all’occupazione ed un terzo delle persone con più di 75 anni soffre di una disabilità parziale e oltre il 20% di una disabilità grave.
Tanto l’Ue quanto gli Stati membri dispongono di un ampio mandato per migliorare la situazione sociale ed economica delle persone con disabilità. L’articolo 1 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (la Carta) sancisce che «la dignità umana è inviolabile, essa deve essere rispettata e tutelata» e il 26 stabilisce che «l’Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità» non trascurando l’articolo 21 che vieta «qualsiasi forma di discriminazione fondata sulla disabilità».
A fine novembre gli eurodeputati, attraverso una relazione di iniziativa, hanno chiesto «di agire per l’inclusione attiva e per una vera e piena partecipazione dei disabili nella società» al fine di rendere efficace la Strategia europea sulla disabilità 2010-2020.
Tra le criticità esistenti è opportuno annotare che gli Stati membri devono compiere sforzi per applicare pienamente la legislazione legata all’accessibilità: nello specifico, la direttiva sulla fornitura di servizi media audiovisivi, la direttiva sull’accessibilità dei servizi online e la legislazione sui trasporti. «Consentire alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale è una delle più importanti sfide che dobbiamo affrontare. La crescita inclusiva e l’equità sociale sono al cuore dell’agenda della Commissione europea, come recentemente confermato dalla proclamazione del pilastro europeo dei diritti sociali. Il 2018 deve essere un anno decisivo per l’atto europeo sull’accessibilità. La Giornata internazionale delle persone con disabilità costituisce un’ottima occasione per dare loro voce», ha dichiarato Marianne Thyssen commissaria europea responsabile per l’Occupazione e gli affari sociali.
In ultimo, ma non per ultimo, i diversamente abili sappiano che esiste un programma pilota di tirocini al Segretariato del Parlamento europeo. L’obiettivo principale è quello di offrire «alle persone con disabilità una proficua esperienza di lavoro come tirocinanti al Parlamento europeo, dando loro un’occasione di familiarizzare con le sue attività». L'ufficio d'Informazione del Parlamento europeo di Roma, diretto da Gian Paolo Meneghini, offre la possibilità a un diversamente abile - unico caso nell'Ue - di realizzare lo stage.
twitter@peppedimiccoli

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