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Giuseppe Dimiccoli

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Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

L'Ue e la violenza sulle donne

Circa la metà delle donne nell’Unione europea è stata vittima di molestie verbali, fisiche o online. Un terzo delle donne e delle ragazze a livello mondiale subisce violenze nel corso della vita. Nel mondo, ogni anno, si sposano circa 12 milioni di ragazze di età inferiore a 18 anni: una ogni due secondi. L’eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze è al centro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. Almeno 200 milioni di donne e ragazze in 30 paesi hanno subito mutilazioni genitali femminili.
Basta alla mattanza delle donne. Il termine femminicidio - utilizzato per la prima volta nel 1976 dall’attivista sudafricana Diana Russel e diventato di utilizzo comune per designare una categoria criminologica specifica - bandito dalle cronache. Questo l’auspicio di tutti oggi 25 novembre «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne» data incardinata nell’alfabeto della violenza contro le donne allorquando nel 1960 furono uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana.
Per quello che attiene alla situazione attuale la Commissione europea in occasione della Giornata 2018 precisa che: «La violenza nei confronti delle donne è una grave violazione dei diritti umani, eppure è tuttora diffusa in tutto il mondo. L’idea che le molestie o le violenze inflitte alle donne siano normali e accettabili è sbagliata e deve cambiare. Spetta a tutti noi dire no, respingere apertamente gli atti di violenza o molestia, sostenere le vittime». In merito alla strategia per quello che attiene alla eliminazione della violenza contro le donne e le ragazze, fanno sapere da Bruxelles, che è «al centro dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. È un primo passo verso la pace e la sicurezza globali, una condizione indispensabile per la promozione, la protezione e il rispetto dei diritti umani, l’uguaglianza di genere, la democrazia e la crescita economica» e che «negli ultimi due anni abbiamo fornito a più di 1,5 milioni di ragazze e donne servizi di protezione e cura in casi di mutilazioni genitali femminili. Tremila comunità, comprendenti 8,5 milioni di persone, hanno pubblicamente annunciato che avrebbero abbandonato questa pratica. Per combattere i matrimoni di minori, l’Ue ha raggiunto più di 1,6 milioni di persone tramite iniziative volte a cambiare atteggiamenti e prassi riguardo ai diritti delle ragazze».
Come strumento operativo la Commissione europea gestisce la campagna «NON.NO.NEIN – Say no! Stop violence against women» attraverso la quale elargisce, dal 2016 alla fine del 2018, 15 milioni di euro di finanziamenti a Stati membri e il prossimo 4 dicembre ci sarà una conferenza ad alto livello. Anche l’iniziativa Spotlight, organizzata insieme alle Nazioni Unite, reagisce a tutte le forme di violenza contro donne e ragazze. Merita una menzione, inoltre, il piano d’azione dell’Ue sulla parità di genere 2016-2020 che si è prefissato l’ambizioso obiettivo di integrare tale dimensione nell’85 % di tutte le nuove iniziative dell’Ue entro il 2020 e la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica nota come la Convenzione di Istanbul.
twitter@peppedimiccoli

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