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Giovedì 24 Agosto 2017 | 12:43

a biccari

Ladri temerari
rubano 40 arnie di api

arnie api

di ROSALIA MARCANTONIO

BICCARI - Ignoti ladri, al momento, hanno rubato 40 arnie con rispettivi sciami e melari. Il furto è avvenuto nei giorni scorsi nelle campagne di Biccari. Gli apiari, di proprietà di Savino Petruzzelli e Vincenzo Pavone, due apicoltori professionisti, erano sistemati nei pressi di alcuni campi di girasole, per il raccolto estivo di miele mono-flora. Ad accorgersi del furto è stato il proprietario del fondo, un agricoltore di Biccari. «E’ stato un colpo ricevere la telefonata che segnalava il furto» racconta Savino Petruzzelli, tra i più importanti produttori di pappa reale d’Italia: «Non riuscivamo a crederci. Mesi, anni di lavoro svaniti nel nulla».

Una settimana prima del furto, un incendio nella zona aveva bruciato campi di sterpaglie, distrutto il casolare del contadino proprietario dei campi di girasole. Fortunatamente, le fiamme avevano solo lambito le arnie. Immediatamente allertati e informati del furto, i carabinieri della caserma di Biccari si sono recati sul posto per un sopralluogo e i rilievi. Chi ha rubato ben 40 arnie e relativi melari, sapeva cosa e come fare. Non è semplice portar via un alveare, anche una sola cassa, sia per il peso sia per il pericolo che si corre. Servono tute, guanti, protezione per il viso, attrezzi speciali e, certamente, un camion, o forse due, chissà. Dunque, i ladri erano ben attrezzati.

E’ la prima volta che nella zona si registra un furto simile. «Non solo il danno economico, che comunque si riesce a riparare, quanto quello all’agricoltura» aggiunge Petruzzelli che spiega quanto «le api siano importanti per l’equilibrio biologico, l’impollinazione e la stessa produttività delle colture è straordinaria. Chi ha rubato le arnie ha creato certamente un danno a noi apicoltori, ma soprattutto all’ecosistema e all’agricoltura».

Sempre più agricoltori fanno ricorso alle api per l’impollinazione. Una pratica sempre più diffusa, soprattutto per le colture protette (in serra), che incide in maniera determinante tanto sulla produzione che sul fatturato. E l’apicoltura sta sempre diffondendosi. Secondo i dati dell’«osservatorio nazionale del miele» sono circa 12 mila i produttori apisitici e 35000 gli apicoltori non professionisti. Ed il trend è in crescita anche in Puglia e in provincia di Foggia, dove, oltre al classico millefiori, diffusa è la produzione di miele di coriandolo, girasole, eucalipto, trifoglio. «E’ un mercato vastissimo» dice Vincenzo Pavone: «c’è spazio per tutti. Chi lavora bene, chi lavora con serietà e onestà non può temere la concorrenza. Oggi il mercato è esigente, ed i consumatori chiedono prodotti di qualità. Oltretutto ci sono regole ferree, ed i controlli, come è giusto che sia, sono severi. Fa rabbia ritrovarsi sul campo senza le arnie, senza le api. Non abbiamo idea di chi abbia potuto fare una simile azione, ma certo è un danno al nostro lavoro, ai sacrifici fatti, al sudore, ai chilometri percorsi per trovare una postazione idonea. Spero che i carabinieri riescano a far luce su un furto assurdo, in modo che chi l’ha commesso venga punito».

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