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In Puglia e Basilicata

L'operazione

Lecce, falsi attestati per operatore socio sanitario: 5 arresti. I corsi costavano fino a 3mila euro

La Guardia di Finanza ha scoperto il giro illecito di una fondazione. Dopo gli arresti tante chiamate al 117

04 Maggio 2022

Redazione online

LECCE - La Guardia di Finanza di Lecce e Brindisi sta dando esecuzione in questi minuti ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 5 persone, indagate per truffa aggravata, contraffazione di atti aventi valenza pubblica, falsità materiale e autoriciclaggio. Le indagini scaturiscono da alcune denunce presentate da persone che hanno frequentato corsi per Operatore Socio Sanitario (O.S.S.) e Specializzato (O.S.S.S.) organizzati da una fondazione con sede prima a Lecce e successivamente a Roma.

L’attività investigativa ha consentito di ricostruire ipotesi delittuose nei confronti di 17 soggetti, 5 dei quali agli arresti domiciliari, che potrebbero essere parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa per la realizzazione di corsi ‘fittizi’ eseguiti anche in modalità on-line. Sono ai domiciliari Elsa Occhilupo, di 36 anni, di Brindisi, prima rappresentante legale e poi, secondo gli investigatori, amministratore di fatto della Fondazione "Forma Italia» al centro dell’inchiesta; Fabio Di Maggio (32), di Lecce, rappresentante legale di numerose società; Claudio Rusciano (47), di Fragagnano (Taranto), attuale rappresentante legale della Fondazione; Michelangelo Sirsi (53), di Fragagnano, rappresentante legale di numerose società, e Cosimo Digiacomo (55), di Manduria (Taranto), rappresentante legale di numerose società. 

La contestazione riguarda il rilascio di attestati ritenuti falsi, con loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico, a favore di ignari dislocati su tutto il territorio nazionale, convinti di poterli utilizzare per attività lavorative in strutture sanitarie pubbliche e private.

Tantissimi giovani si sono, quindi, affidati ai percorsi formativi in questione, pagando fino a 3.000 euro a corso, con la speranza di un impiego lavorativo che potrebbe essere precluso in quanto il titolo posto alla base dell’assunzione sarebbe, appunto, manchevole e viziato degli elementi fondamentali stabiliti per legge.

La Fondazione sarebbe risultata, infatti, non iscritta nel prescritto Registro Prefettizio delle Persone Giuridiche e, pertanto, non in possesso dei requisiti legali per essere accreditata presso la Regione, tra cui la Puglia. I proventi delle attività delittuose sarebbero stati poi riciclati attraverso la creazione di numerose società che a loro volta avrebbero realizzato operazioni di compravendita di azioni societarie/immobili e cessione per contanti per circa 1.400.000 €. Il Tribunale di Lecce ha emesso anche il sequestro preventivo nei confronti della fondazione e del dominus per somme complessivamente superiori ad 1 milione di euro.

TANTE CHIAMATE - Sono state diverse le telefonate ricevute dal 117 (il numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza) dopo che stamani sono state diffuse le notizie sull'operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, che ha portato agli arresti domiciliari cinque persone, indagate (con altre 12) per aver organizzato corsi per il rilascio di falsi attestati da operatore socio sanitario (oss) e specializzato (osss).

In particolare, molte persone, soprattutto giovani e donne, hanno contattato la Guardia di Finanza riferendo di aver partecipato, con la convinzione di essere in possesso del titolo di oss o osss, a uno dei numerosi corsi organizzati negli ultimi anni dalla Fondazione «Forma Italia» e dalle 45 società ad essa collegate e operanti su tutto il territorio nazionale con 250 sedi. E nel corso delle indagini - partite nel 2018 - è inoltre emerso che alcune persone che avevano partecipato ai corsi sono stati espulsi da concorsi pubblici dopo la scoperta, da parte delle commissioni esaminatrici, dei falsi attestati. Nel corso della giornata sono andate avanti le operazioni di oscuramento e di blocco di centinaia di siti internet e profili social della Fondazione e delle altre società al centro dell’operazione denominata «Attestati sterili»

SPECULAZIONE - «Hanno speculato sul delicato momento storico in atto, caratterizzato dall’emergenza epidemiologica da covid-19 e dalla relativa ricerca di personale medico per sopperire alle esigenza ad essa legata». E’ una delle considerazioni fatte dagli investigatori del Gruppo di Lecce della Guardia di Finanza che hanno condotto le indagini dell’operazione «Attestati sterili» sui corsi per il rilascio di falsi attestati da operatore socio sanitario (oss) e specializzato (osss).
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce, la fondazione «Forma Italia», con sede prima nel capoluogo salentino e poi a Roma, e due coniugi, lsa Occhilupo, di 36 anni, prima rappresentante legale e poi, secondo gli investigatori, amministratore di fatto della stessa Fondazione e il marito Fabio Di Maggio (32). Tra i 17 indagati, vi è anche Antonio Di Maggio, di 60 anni, padre di Fabio, ed ex titolare di una tipografia a Fragagnano (Taranto), dove sono stati stampati gli attestati e le locandine pubblicitarie della fondazione.

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