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Un miliardo all’Ilva: conto alla rovescia

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Cassese: «Situazione ambientale migliorata a Taranto»

16 Settembre 2022

Mimmo Mazza

Il provvedimento non è ancora definitivo perché, pur avendo ieri sera l’aula della Camera approvato con 322 voti a favore, 13 contrari e 45 astenuti il decreto Aiuti bis, sarà necessario il ritorno del provvedimento al Senato per l’approvazione definitiva, dopo le modifiche subite a Montecitorio. Ma il miliardo di euro stanziato a favore del complesso aziendale ex Ilva comincia a materializzarsi anche se non c’è ancora chiarezza sull’uso di quelle risorse. L’articolo 30 del decreto autorizza Invitalia, la società pubblica azionista di minoranza di Acciaierie d’Italia (la maggioranza è nelle mani di ArcelorMittal) a sottoscrivere aumenti di capitale fino a 1 miliardo di euro.

A tentare di fare chiarezza, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe, è stato ieri mattina, intervenendo in aula, il deputato tarantino di Impegno civico Gianpaolo Cassese, non candidato alle elezioni del prossimo 25 settembre.

Secondo Cassese, «lo Stato non dovrebbe dare un solo euro all’attuale governance dello stabilimento di Taranto, senza la certezza di assumerne il pieno controllo o senza che la controparte corrisponda una somma proporzionale alla propria quota. Non ho infatti alcuna difficoltà ad affermare in quest’aula che la governance di Arcelor Mittal Italia in questi anni è stata disastrosa», ha «inspiegabilmente inasprito ogni rapporto con il territorio, portando avanti una gestione assolutamente conflittuale nei confronti di tutti gli stakeholders, dalla comunità locale, alle rappresentanze sindacali, all’indotto, ai fornitori, fino allo stato stesso. Il territorio di Taranto, ad iniziare dai suoi cittadini già vittime di una pessima gestione che provocò importanti impatti ambientali e sanitari che portarono al sequestro degli impianti del 2012, non meritava questo trattamento».

Per Cassese, «considerando che il siderurgico di Taranto è un sito di interesse nazionale, oserei dire che la gestione dello stesso sia stata condotta in questi anni non solo a scapito della comunità locale, ma anche a danno degli interessi nazionali e dell’intera filiera produttiva del Paese, ancor più se si considerano le scarse performance produttive in un momento del tutto favorevole allo sviluppo del settore».

Ma il parlamentare ha voluto anche fornire dati rassicuranti sulla situazione ambientale tarantina. «È stato realizzato il piano ambientale - ha detto Cassese - ovvero quel piano ambientale, continuamente rinviato sin dal 2012, che prevedeva l’insieme delle opere da realizzare a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Quello di cui nessuno oggi parla, infatti, è che la situazione ambientale di Taranto è completamente mutata in questi ultimi anni. Il trend di miglioramento del quadro emissivo dovuto ad una ridotta produzione è ulteriormente migliorato in questi ultimi anni grazie all’esecuzione delle opere previste nel Piano Ambientale. Poche settimane fa, sono stati i tecnici dell’Ispra a certificare che “gli interventi previsti per l’adeguamento degli impianti sono stati quasi tutti completati e certificati. E che l’esecuzione degli interventi rimanenti è in linea con i tempi previsti”. Ispra ha anche stimato che lo scenario emissivo post-operam (ossia lo scenario successivo alla realizzazione degli interventi previsti) e relativo una produzione annua a 6 milioni di tonnellate di acciaio è significativamente inferiore allo scenario ante-operam. la qualità dell’aria di Taranto è oggi del tutto conforme alle direttive nazionali e significativamente migliore di molte altre città italiane. Nessuno può negare le problematiche ambientali del passato dell’area tarantina e i conseguenti impatti sanitari, ma oggi la situazione è radicalmente cambiata in meglio».

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