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Rivelazione choc

«A Taranto, un bimbo su tre si ammala ancora di cancro a causa dell’inquinamento»

«A Taranto, un bimbo su tre si ammala ancora di cancro a causa dell’inquinamento»

Per Cecinati, direttore di Oncoematologia pediatrica, «in un Paese civile dovremmo piantarla una volta per tutte»

24 Maggio 2022

Giacomo Rizzo

TARANTO - «Non dobbiamo dimenticare che ancora un bambino su tre, un ragazzo su tre, si ammala di cancro per l’inquinamento. In una Paese civile dovremmo piantarla una volta per tutte». È un grido di dolore quello di Valerio Cecinati, direttore dell’Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata, intervenuto l’altra sera alla manifestazione “Stop al sacrificio di Taranto” per portare la sua testimonianza. «Il nostro reparto – ha aggiunto - si chiama Oncoematologia pediatrica Nadia Toffa: è il regalo più bello che Nadia ci ha lasciato grazie anche ad Ignazio D’Andria e agli amici del Mini Bar. È un esperimento forse unico almeno in Italia perché il nostro reparto è nato proprio per una spinta popolare, la raccolta di fondi (con la vendita delle magliette Ie Jesche pacce pe te, ndr) ha portato all’apertura del reparto e noi continuiamo ad avere una grande attenzione, un grande investimento da parte dei tarantini ma anche da parte di cittadini che abitano in posti lontani».
Cecinati ha spiegato che il reparto di Oncoematologia pediatrica accoglie «bambini da zero anni e fino a 25. In questo momento il più piccolo dei pazienti ha cinque mesi e il più grande ha 25 anni, con delle malattie, e molte della mamme presenti sanno cosa significa, che poi interrompono la vita quotidiana, causano difficoltà nelle famiglie per il lavoro. Una prima cosa importante è riuscire a fare in modo che loro possano essere vicini a casa e che possano avere le cure più adeguate, anche se rimangono in questa città».

Cecinati ha spiegato di aver riconosciuto, tra i ragazzi giunti in corteo in piazza Garibaldi alcuni che frequentano il suo reparto e affrontano con grande dignità la malattia. «Ringrazio anche le mie colleghe della pediatria di libera scelta che hanno voluto essere presenti». Poi si è rivolto direttamente ai bambini che mostravano i cartelli con gli atti di accusa nei confronti delle istituzioni. «Forse - ha affermato Cecinati nel suo appassionato intervento - dovremmo noi come genitori, oltre che come medici, chiedere scusa per tutto quello che non abbiamo fatto in questa città e fare in modo che voi siate molto più forti e più bravi di noi. Che la ribaltiate, che questa diventi veramente una città a misura di bambino. Anche se non possono essere qui fisicamente, non per scelta ma per obbligo, devo portarvi l’abbraccio di tutti nostri bambini, dei nostri ragazzi, che sono in ospedale a fare chemioterapia, e anche l’abbraccio di tutti quei genitori che hanno perso i loro bambini e ragazzi». I genitori orfani dei figli morti prematuramente per malattie legate all’inquinamento, ha concluso, «hanno avuto la capacità, dandomi questo insegnamento, di trasformare una tragedia in qualcosa di importante per cambiare le cose».

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