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Il siderurgico

Ex Ilva: nuovo stop a fondi bonifiche, la maggioranza si spacca

«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

FdI astenuto salva governo. Sì Pd-Leu a proposta 5s ma non passa

09 Maggio 2022

Redazione online

TARANTO - Un emendamento sulla bonifica dell’ex Iva, contenuto nel dl Ucraina bis all’esame delle commissioni Industria e Finanze del Senato, ha messo a rischio la maggioranza in commissione. Nel testo del M5s (primo firmatario, Mario Turco) si chiedeva l’abrogazione della proposta governativa di trasferire le risorse destinate alle bonifiche dell’area di Taranto, all’attività produttiva di Acciaierie d’Italia. L’emendamento è stato messo ai voti, nonostante il parere contrario del governo, ed è stato respinto per un soffio: 14 favorevoli (M5s, Pd e Leu) e 14 contrari (Forza Italia e Lega) mentre Fratelli d’Italia si sono astenuti.

Per il senatore e vicepresidente del M5s, Turco «si tratta dell’ennesimo schiaffo alla città di Taranto. Questa acciaieria può avere un futuro produttivo soltanto se si chiudono le fonti inquinanti e viene resa eco-sostenibile e se si introduce un sistema di valutazione preventiva dell’impatto ambientale e sanitario, come la VIIAS (valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario). Purtroppo, constatiamo che il ministro Giorgetti, che aveva dato parere negativo all’emendamento abrogativo della proposta governativa, così come le altre forze di centrodestra, vogliono insistere con gli errori macroscopici fatti nell’ultimo decennio, senza dare alcuna prospettiva di soluzione». E ha concluso: «La prospettiva della transizione ecologica con questa maggioranza sta diventando un’impresa improba, tra voglia di inceneritori, ammiccamenti al nucleare e al carbone e passaggi vergognosi come questo sull'ex Ilva. La verità è che per molte forze politiche la transizione ecologica è un aspetto dell’agenda politica totalmente rinunciabile, una forzatura e per alcuni aspetti quasi una 'seccatura'. Il M5s si trova troppo, pertanto, spesso solo a portare avanti determinate battaglie».

«Nonostante il voto favorevole di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali, è stato respinto l’emendamento del M5S a mia firma, al decreto Taglia-Prezzi, sull'abrogazione della proposta governativa di trasferire le risorse destinate alle bonifiche dell’area di Taranto all’attività produttiva di Acciaierie d’Italia». Lo sottolinea il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, riferendosi al secondo comma dell’art. 10 del Decreto che autorizza lo spostamento di 150 milioni di euro dalle bonifiche a progetti di «decarbonizzazione del ciclo produttivo dell’acciaio presso lo stabilimento siderurgico di Taranto, proposti anche dal gestore dello stabilimento stesso ed attuati dall’organo commissariale di Ilva, che può avvalersi di organismi in house dello Stato». Il voto «del centrodestra - aggiunge Turco - che ha impedito di sopprimere la proposta di trasferimento dei fondi, arriva all’indomani della sentenza della Cedu che evidenzia la mancanza di interventi di bonifica ambientale parte dello Stato, nel sito produttivo dell’ex Ilva. Si tratta dell’ennesimo schiaffo alla città di Taranto». Nei mesi scorsi fu soppresso l’articolo 21 del Decreto Milleproroghe che prevedeva lo spostamento di 575 milioni di euro dalle bonifiche alle attività di decarbonizzazione del Siderurgico. Il governo diede parere negativo ma andò sotto con il voto. «Purtroppo, constatiamo - conclude Turco - che il Ministro Giorgetti, che aveva dato parere negativo all’emendamento abrogativo della proposta governativa, così come le altre forze di centrodestra, vogliono insistere con gli errori macroscopici fatti nell’ultimo decennio, senza dare alcuna prospettiva di soluzione».

Anche Italia viva - in aggiunta a Fratelli d’Italia - si è astenuta sull'emendamento al decreto Ucraina bis, proposto dal M5s per chiedere l’abrogazione della proposta governativa di trasferire i fondi destinati alle bonifiche dell’area di Taranto, all’attività produttiva di Acciaierie d’Italia, e che ha messo a rischio la tenuta della maggioranza. Lo riferisce il senatore di Iv, Mauro Marino, che ha partecipato alla riunione notturna delle commissioni Finanze e Industria sul decreto. La modifica ha avuto 14 sì (M5s, Pd e Leu), altrettanti no (Lega e Forza Italia) e 3 astenuti tra FdI e Iv.
«Ho deciso di astenermi non per disattenzione al tema, ma per una serie di valutazioni - ha spiegato all’ANSA - Sull'emendamento il governo aveva espresso parere contrario, poi quando ho visto che il M5s ha chiesto comunque di votarlo ho pensato che fosse per sostenere una sua bandiera e mi sono stupito che il Pd che prima aveva una posizione, poi l’avesse cambiata votando a favore. In più, sul progetto di decarbonizzazione credo che debba prevalere la logica dell’intervento complessivo e non spot per cui mi sono astenuto». Per Andrea de Bertoldi di FdI l’astensione è stata scelta anche per «dimostrare plasticamente le spaccature che ci sono nella maggioranza su temi fondamentali. In più abbiamo ritenuto che servisse più chiarezza su un progetto che destina maggiori risorse all’investimento produttivo e quindi, senza dividerci col resto del centrodestra, ci siamo astenuti».

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