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Taranto, c'è il patto tra M5s e centrosinistra. Turco: «Ampia sintonia»

Taranto, c'è il patto tra M5s e centrosinistra. Turco: «Ampia sintonia»

Rinaldo Melucci e Mario Turco

I punti dell’accordo: codice etico, trasparenza dell’Amministrazione e riconversione ecologica

07 Maggio 2022

Fabio Venere

TARANTO - L’istantanea della giornata la offre Francesco Nevoli, candidato sindaco pentastellato alle Amministrative 2017. Manca una manciata di secondi all’inizio della conferenza stampa che di lì a poco sancirà l’accordo tra l’M5s e il centrosinistra e, avvicinandosi ad un amico, fa vedere la spilletta del movimento in bella mostra sulla giacca («non la mettevo dal 2019», sussurra sorridendo). È questo il simbolo di quel profilo identitario che è stato il motore dei Cinque Stelle delle origini. Nevoli siede in prima fila (interverrà poi successivamente). Ma la scena è tutta dei due firmatari di quello che è stato denominato il «Contratto dei cittadini». Si tratta, manco a dirlo, del vicepresidente nazionale del movimento, il senatore Mario Turco e del candidato sindaco del centrosinistra, Rinaldo Melucci. L’alleanza già annunciata da quasi due mesi, da ieri, è sigillata. E per Turco, può persino rappresentare «un accordo pilota per l’intero Paese», ricalcando il recente (che fa rima con vincente) «modello Napoli», come sottolinea poi Melucci.

Turco, nel suo lungo intervento, inizia in maniera piuttosto immaginifica quando fa riferimento «a due linee che si erano già intersecate tra loro. Una rappresentata dal Governo Conte 2 e l’altra dall’Amministrazione Melucci. Entrambe, però, si sono scollegate tra loro - aggiunge l’esponente dell’M5s - quando è caduto dapprima il governo presieduto da Giuseppe Conte e poi quello cittadino a causa dello scioglimento anticipato del Consiglio comunale. Dobbiamo riprendere quel percorso che - diranno poi praticamente in coro Turco e Melucci - aveva nel programma governativo Cantiere Taranto e in quello comunale Ecosistema Taranto molti punti di sintonia». Si riparte da lì.

È ancora il «vice» di Conte a scandire tutti i punti chiave dell’accordo politico e soprattutto a ricordare il lavoro svolto in Parlamento dai pentastellati per quel che riguarda la transizione ecologica a cui Taranto deve tendere. «Abbiamo proposto che ogni attività industriale che si insedi sul nostro territorio lo possa fare - spiega il senatore tarantino dei Cinque Stelle - solo dopo aver ottenuto la Viias ovvero la valutazione integrata d’impatto ambientale sanitario per sapere prima, e non dopo, quali possano essere i rischi sanitari per la popolazione. Il nostro movimento - aggiunge Mario Turco - ha richiesto anche che vengano rivisti i parametri ovvero i valori limite degli inquinanti che la stessa Organizzazione mondiale della sanità ritiene ormai non più in linea. Per quel che ci riguarda, bisogna arrivare alla chiusura delle fonti inquinanti e per questo - insiste Turco - ringrazio ancora Melucci per aver firmato quell’ordinanza sindacale che mirava allo stop dell’area a caldo». Applausi in sala.
Il vicepresidente nazionale dei Cinque Stelle invita a riprendere il cammino interrotto anche per «l’Università, visto che dobbiamo arrivare ad una piena autonomia e non accontentarci più di corsi che non hanno una reale utilità per il territorio. Se 13mila studenti della nostra provincia vanno a studiare fuori Taranto, ci sarà un motivo. Meritiamo rispetto e risposte e per questo - conclude il senatore Turco - chiediamo la conclusione della progettazione e l’avvio dei lavori per la ristrutturazione del secondo piano dell’immobile dell’ex Banca d’Italia che ospita Medicina e anche il raddoppio dei posti per gli studenti».

Melucci, dal canto suo, infine, prende la parola e lo fa per sottolineare non solo i punti in comune nel programma, ma per ricordare come «quest’intesa non nasce certo in queste ultime ore, ma è il frutto di una collaborazione che si è stretta quando sono stato sindaco e quando il senatore era sottosegretario alla Programmazione economica con delega agli Investimenti. Ricordo, ad esempio, il lavoro fatto in piena notte per essere pronti con il pacchetto di misure, delineato da Bruxelles e inquadrato dal Governo, per accedere ai fondi della Transizione giusta. Qui, da noi, c’è una visione di città. Dall’altra parte - attacca - c’è, invece, il vuoto».

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