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In Puglia e Basilicata

La storia

Paolo, mastro salumaio di Martina, in fuga dalla guerra

Guerra Ucraina, confine con la Polonia

Al confine con la Polonia

Ha raccontato la sua drammatica esperienza in Ucraina agli studenti del «Battaglini»

12 Marzo 2022

Ottavio Cristofaro

MARTINA - Da qualche giorno è tornato nella sua città di origine. Lui è Paolo Chiafele, il 46enne martinese che si era trasferito in Ucraina nel 2016 per vendere i suoi prodotti in una nota catena di supermercati. Paolo è un mastro salumaio di Martina Franca, patria del capocollo, che sei anni fa si era trasferito a Kiev per inseguire l’ukrainian dream e portare i suoi prodotti in un Paese con una diversa tradizione culinaria.

Dopo lo scoppio del conflitto, ha atteso qualche giorno prima di prendere l'amara decisione di partire, mettendosi in cammino per fare ritorno in Valle d'Itria, dove è arrivato qualche giorno fa. I pesanti bombardamenti in corso su Kiev, dove l’imprenditore pugliese risiedeva, e l'intensificazione dell’attacco militare da parte del Cremlino lo hanno spinto a lasciare la capitale ucraina per mettersi in salvo.

Ieri mattina, accompagnato dal vicepreside Gianfranco Cito, ha raccontato la sua testimonianza agli studenti delle classi terze dell’istituto Battaglini di Martina Franca. Dal 2016 Paolo Chiafele si era trasferito stabilmente a Kiev dove ha avviato con successo il suo progetto di produzione di salumi, un laboratorio con cinque dipendenti che ogni mese produce oltre due tonnellate di salumi e che esporta la sua linea “Mastro Paolo” in una catena di noti supermercati con cucina (modello Eataly) diffusi in tutta l’Ucraina. Non può mancare il capocollo, anche se ovviamente non si può chiamare di Martina Franca, nonostante sia prodotto da un martinese. Lavora carni ucraine ma utilizza tecnologie e altri ingredienti, come spezie, sale, pepe e peperoncino, tutti italiani e - tra gli altri prodotti - produce anche pancetta, salame dolce e piccante, e guanciale.

La storia di Paolo Chiafele fa il paio con quella di Francesco Semeraro, il giovane martinese che era fermo da circa una settimana, ospitato in una palestra, a Leopoli al confine ucraino. Finalmente il suo bus è potuto partire con altri circa sessanta passeggeri. Francesco ha inviato un messaggio per tranquillizzare parenti e amici, ora sta viaggiando a bordo di un autobus messo a disposizione dalla Farnesina che lo porterà sino a Foggia dove è previsto l’arrivo per la giornata di oggi. Il percorso sulla via di ritorno prevede l’attraversamento dell’Ungheria in direzione Slovenia verso l’Italia. Un sospiro di sollievo per tutti i suoi cari che potranno riabbracciarlo - speriamo già questo pomeriggio - a Martina. Un lieto fine in uno scenario che rimane comunque preoccupante e drammatico anche a causa della notizia pervenutagli in viaggio, che riferiva del suono della sirena antiaerei nella sua città di residenza Karmenciug.

Intanto continua l'impegno della comunità martinese per accogliere i profughi ucraini che potrebbero giungere in città. Le scuole sono pronte a fornire il proprio contributo per fronteggiare questa emergenza umanitaria causata dall’invasione della Russia di Putin. Nel corso di una riunione, i cinque istituti comprensivi di Martina, Giovanni XXIII, Marconi, Chiarelli, Aosta e Grassi, hanno manifestato la disponibilità delle rispettive scuole, da quelle per l’infanzia fino alle medie, a comunicare l’eventuale numero dei minori che potranno accogliere, nel rispetto delle norme anti Covid e di tutte le procedure previste.

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