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Covid: Coisp, rischio focolaio in hospot migranti Taranto

Covid: Coisp, rischio focolaio in hospot migranti Taranto

E decine di stranieri sono riusciti a fuggire

11 Luglio 2021

Redazione online

Taranto - «Quello che si sta verificando in queste ore nell’Hotspot di Taranto è la cronaca di una tragedia annunciata: dei circa 300 migranti arrivati per essere sottoposti a quarantena, sono già stati riscontrati 33 positivi al Covid che, ovviamente, si sono immediatamente confusi con gli altri. Vieppiù: ogni giorni sono tantissimi coloro che violano le restrizioni e si danno alla fuga abbattendo le recinzioni del Centro e forzando i servizi di vigilanza». Lo denuncia Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.

«Nelle ultime ore - aggiunge - decine di migranti sono fuggiti dall’Hotspot, ma soltanto alcuni sono stati rintracciati e ricondotti al suo interno. In queste condizioni è a rischio la salute dei poliziotti e dei cittadini, poiché la fuga incontrollata di coloro che, nonostante la positività al covid, scappano dall’hotspot, rappresenta un moltiplicatore incontrollato dei contagi». «Ora più che mai è necessaria - conclude - un’inversione di marcia da parte di governo e ministero dell’Interno: le politiche messe in atto finora non stanno funzionando e se non si agirà in maniera concreta e repentina, quest’estate passerà alla storia come la peggiore in materia di gestione dei flussi migratori». 

INTERVIENE ANCHE IL MOSAP -  «Quanto sta avvenendo nell’hotspot di Taranto non è da sottovalutare. 33 ospiti sono risultati positivi dopo essere stati a contatto con gli altri migranti, con volontari e con personale della Polizia di Stato. Molti di loro hanno avuto anche contatti all’esterno allontanandosi dalla struttura e questo è ancora più grave». Fabio Conestà, segretario generale del Movimento Sindacale Autonomo di Polizia (Mosap), esprime preoccupazione per quanto sta avvenendo in queste ore. «Abbiamo pagato noi tutti un tributo altissimo a causa di questo maledetto virus, abbiamo perso persone care e altre siamo stati costretti a vederle per mesi attraverso lo schermo di un cellulare. Siamo stati rinchiusi nelle nostre case per preservare i nostri anziani e i soggetti deboli, poi una gestione superficiale dell’immigrazione incontrollata, butta al vento mesi e mesi di sacrifici mettendo a rischio, oltretutto, la salute dei migranti stessi. I colleghi - dice il sindacalista - necessitano di una cintura sanitaria adeguata, non ci possiamo permettere focolai nelle questure o nelle case degli stessi poliziotti. Chi di dovere non può fare finta di nulla: il concetto di umanità non è solo un argomento da passerella. La vita umana va rispettata sempre, soprattutto quando la salute di tante persone, in questo caso immigrati, poliziotti, volontari e personale sanitario, è messa a serio rischio da politiche infauste sull'immigrazione».

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