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Qual è il piano B per Taranto? Le aziende dell'indotto incalzano il Governo. Carfagna: «Presto tavolo per Cis»

Dopo l'ultima bufera giudiziaria c'è ansia nel mondo produttivo

Qual è il piano B per Taranto? Le aziende dell'indotto incalzano il Governo

Taranto  - «Venga oggi, qui e immediatamente, lo Stato a dirci qual è il piano B per Taranto e per sue imprese». È l’appello diffuso dalle imprese dell’indotto ex Ilva associate a Confindustria Taranto, che temono ripercussioni per le vicende giudiziarie che riguardano lo stabilimento.

«Se la siderurgia - affermano - è asset strategico del sistema industriale italiano, quale Stato è quello che attende passivamente che la magistratura chiuda comparti essenziali di un suo stabilimento, senza programmare per tempo, al di là delle dichiarazioni di principio, un piano di transizione che tuteli la sopravvivenza dell’intera economia di un territorio - produzione, imprese e lavoratori - e, insieme, l’ambiente? Quale Stato, insistono, «è quello che aspetta in silenzio un disastro da lungo tempo annunciato, senza aver predisposto un’alternativa efficace? Va bene qualsivoglia modello di sviluppo in grado di tenere assieme i temi economici con quelli relativi alla qualità media delle nostre vite» e tuteli «salute e lavoro». Ma, concludono, «attenti a non smarrire l’identità produttiva di Taranto che era - e resta - una città a vocazione industriale. Vogliamo conoscere ora le intenzioni del Governo e del Ministro dello Sviluppo Economico, vogliamo ascoltare il pensiero del Presidente di Confindustria Bonomi. Pretendiamo risposte immediate, perché la crisi ex Ilva e le questioni giudiziarie non sono una pandemia inaspettata o un cigno nero, ma un processo che va avanti da troppi anni, fra le voci e le grida d’allarme inascoltate dell’apparato produttivo locale».

«È mia intenzione convocare in tempi rapidi il Tavolo per il Contratto istituzionale di sviluppo» di Taranto che prevede «investimenti pubblici per 1,2 miliardi», investimento che servirà al «rilancio economico e sociale della città": lo ha annunciato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, intervenendo al webinar in corso al Cnel sul «Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile». «L'istruttoria - ha spiegato - è in corso, servono iniziative concrete e non possiamo perdere tempo. La sfida di Taranto non è la sfida di questo governo, non è la sfida del Sud, non è la sfida per un ministro singolo è una sfida europea. Perchè risanare l’ambiente e sviluppare una industria sostenibile è la strada che ha scelto l'Europa con gli investimenti del Next generation. Quindi è nostro dovere percorrere quella strada senza mai mettere sul piatto della bilancia la rinuncia a migliaia di posti lavoro».

«Taranto ha bisogno e merita una rigenerazione che sia ambientale e industriale e che possa determinare un rilancio sociale ed economico per definire un nuovo ruolo nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo». Lo ha detto la ministra per il Sud, Mara Carfagna, intervenendo al webinar in corso al Cnel sul «Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile». «Taranto - ha aggiunto - per il governo Draghi e per quanto di mia competenza è una priorità assoluta. La situazione è complessa e drammatica, occorre seguire quindi una strada ben precisa che è quella della concretezza e pragmaticità. Da una parte sappiamo che l’Italia non può privarsi della produzione dell’acciaio, Taranto non reggerebbe l'impatto dello tsunami occupazionale. Dall’altra parte non possiamo sacrificare sull'altare di questi interessi socio-economici la salute e la vita dei cittadini».

Per il rilancio di Taranto «dobbiamo investire in ricerca e innovazione tecnologica» e il «Tecnopolo del Mediterraneo può dare un grande contribuito». «L'idea che sta maturando è quella di rendere l’istituto attore fondamentale nello sviluppo di una economia del mare». Lo ha dichiarato la ministra per il Sud, Mara Carfagna, intervenendo al webinar in corso al Cnel sul «Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile». Lo scorso aprile, ha ricordato Carfagna, è stato approvato lo statuto del Tecnopolo che nascerà proprio a Taranto. «L'approvazione dello statuto - ha spiegato la ministra - rende finalmente concreto il percorso che può trasformare questo progetto in realtà. Si tratta di una prospettiva molto importante per Taranto. Il Porto di Taranto - ha aggiunto - è già al centro di diversi investimenti inseriti nel Pnrr. Le nuove linee ferroviarie veloci Taranto-Battipaglia e Napoli-Bari garantiranno poi collegamenti con i grandi corridoi europei. Il Tecnopolo dovrà essere un punto di riferimento scientifico e tecnologico per tutto il bacino del Mediterraneo e proietterà Taranto verso il mare».

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