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In Puglia e Basilicata

Il caso

Emissioni dall’Ilva il giudice archivia tutte le inchieste coperte dall’immunità

Conte: «Mittal chiede 5000 esuberi, inaccettabile». Governo disponibile a discutere immunità

La Procura aveva nuovamente insistito nella sua richiesta di archiviazione e stavolta il giudice Ruberto l’ha accolta

08 Novembre 2020

Mimmo Mazza

TARANTO - La Procura aveva nuovamente insistito nella sua richiesta di archiviazione e stavolta il giudice Ruberto l’ha accolta. La vicenda è quella dell’applicazione dell’immunità penale e amministrativa - soppressa giusto un anno fa dal Parlamento dopo una vigenza iniziata nel gennaio 2015 con il varo di uno dei tanti decreti salva Ilva - per proprietari e gestori dello stabilimento siderurgico di Taranto. Dopo che nell’ottobre 2019 la Corte Costituzionale ha deciso di restituire gli atti al giudice per le indagini preliminari di Taranto Benedetto Ruberto ritenendo necessaria una sua nuova rivalutazione alla luce delle intervenute modifiche normative, il magistrato aveva deciso di tenere la camera di consiglio (lo scorso 14 gennaio), instaurando così sulla vicenda il pieno contraddittorio tra le parti (presenti gli avvocati Cimadomo e Vozza, legali degli imputati Cola e Petronelli, già dirigenti Ilva, Catapano Minotti per il Comune di Statte e Orlando per il Comune di Taranto).
In particolare il gip Ruberto aveva sollevato la questione di costituzionalità su due norme del 2015 (più volte modificate), che hanno consentito la prosecuzione dell’attività dello stabilimento Ilva ed esonerato da responsabilità penale i soggetti che hanno dato e danno attuazione al piano di risanamento. Il giudice le aveva ritenute non rispettose di vari principi costituzionali, tra cui, anzitutto, quelli relativi alla tutela della salute e dell’ambiente. L’occasione della pronuncia, la riunione di tre procedimenti aperti dalla Procura di Taranto e relativi alle emissioni inquinanti del siderurgico, due dei quali erano sfociati in richieste di archiviazione proprio per l’immunità vigente. Si tratta in particolare dei livelli di diossina da ricondurre alle polveri degli elettrofiltri dell'impianto di agglomerazione, dei dati dell'Arpa relativi alle emissioni di PM10, PM 2,5 e benzene in area cokeria, e della questione dell'inquinamento provocato dall'attività estrattiva praticata nella cava Mater Gratiae e delle criticità evidenziate dal comune di Statte con riferimento alla prosecuzione ed all'ampliamento di quella attività. Secondo la Consulta, però, sullo scudo penale per l’ex Ilva sono «sopravvenute» diverse modifiche normative. E a fronte di «una tale evoluzione» del quadro delle disposizioni, «non può spettare che al giudice rimettente valutare in concreto» la loro incidenza «sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate».
Il gip Ruberto nell’ordinanza di archiviazione da un lato rileva che non può più sollevare questione di costituzionalità su una norma che non c’è più e dall’altro la norma sull’immunità copre comunque le condotte addebitate agli indagati. L’unica conseguenza che potrebbe avere più di un rilievo pratico è che secondo il magistrato «eventuali condotte successive la settembre 2019 potrebbero essere perseguite giacché i loro autori non possono più godere della speciale causa di non punibilità». ArcelorMittal è avvisata.....

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