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IL PROGETTO

Affaccio sul mar Grande: cambia il volto di Taranto

Affaccio sul mar Grande: cambia il volto di Taranto

Visuale aerea di quello che sarà il waterfront sul mar Grande

Nella zona di Porta Napoli, dove oggi c’è un terminal bus, nascerà un nuovo parco che formerà un anfiteatro per ammirare la città

06 Agosto 2020

Fabio Venere

Waterfront porto-città: un’opera ecosostenibile e innovativa che rispetta la città storica. È questo almeno l’obiettivo della società di progettazione Mas che sta collaborazione alla proposta candidata ad un finanziamento ministeriale. Nei giorni scorsi, proprio sulla Gazzetta, invece, avevano espresso forti perplessità sia Nello De Gregorio, presidente dell’associazione Nobilissima Taranto che Pierfranco Bruni, intellettuale e candidato presidente della Fiamma tricolore alle prossime elezioni regionali.

In particolare, il progetto Waterfront Porto - Città nasce grazie ad un accordo firmato dal Comune di Taranto e dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio - Porto di Taranto che prevede la condivisione dei percorsi progettuali e operativi che ridefiniranno il waterfront e le aree di cerniera tra porto e città. Si è deciso così di partecipare, sottolinea lo stesso Mas, a un bando del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) per il finanziamento di progetti strategici tra i quali figura il “Recupero waterfront”. Il progetto candidato dal Comune e dall’Authority è articolato sui seguenti ambiti: realizzazione del nuovo varco Est; interventi di difesa costiera e percorsi pedonali nella darsena adiacente alla Calata 1 del Porto di Taranto; interventi di difesa costiera e percorsi pedonali nelle aree demaniali antistanti le mura della Città Vecchia; waterfront del Lungomare Giardini – Pontile Rota.

La parte più complessa del progetto è forse quella relativa al legame tra porto e città, che punta al dialogo tra nuova infrastruttura e città storica. E proprio questa parte della proposta è stata curata dalla società di architettura e ingegneria Mas (Modern Apulian Style) di Taranto che, da anni, fa ricerca sul territorio. Infatti la società dal 2017 investe in cultura e organizza un festival di architettura e arte (Mas Week) che vede al suo interno un workshop incentrato sulla rigenerazione urbana di Taranto a cui partecipano architetti, anche di fama internazionale, studenti di architettura e ingegneria provenienti da ogni parte d’Italia e soprattutto operatori culturali locali che vivono e conoscono la città. Giuseppe Fanelli, amministratore unico di MAS, dal canto, non ha dubbi e afferma: «Taranto è tra le più belle città del mondo, unica nella sua conformazione geografica che la vede incastonata tra due specchi d’acqua. Siamo stati davvero onorati di lavorare sul corpo della nostra città, lo abbiamo fatto con delicatezza, sfiorandola con rispetto».

E ancora: «Mas, insieme ai tecnici dell’AdSP del Mar Ionio e del Comune, si è confrontata ampiamente con la Soprintendenza di Brindisi, Lecce e Taranto e ha voluto coinvolgere nella progettazione altri professionisti: architetti che ormai da anni studiano il rapporto tra il mare e le città, in particolare dell’area del Mediterraneo, ingegneri esperti in materia ambientale e tecnologie innovative ecocompatibili, esperti di beni monumentali, archeologi, geologi e altri professionisti».
Il progetto Waterfront Porto-Città non è solo un’opera infrastrutturale di difesa costiera ma anche uno strumento per la rivitalizzazione del centro storico e la valorizzazione del patrimonio architettonico, archeologico, culturale, ambientale e naturalistico della città.

In particolare, nella zona di Porta Napoli, dove oggi sorge un terminal bus, nascerà un nuovo parco che degradando verso il mare formerà un anfiteatro che consentirà di ammirare la città da un nuovo punto di vista. La passeggiata proseguirà sul Ponte di Pietra e poi sul Molo Sant’Eligio fino ad arrivare ad una nuova passerella sul mare sotto le mura aragonesi della Città Vecchia, realizzata su pali, con tecnologie reversibili e distaccate dal bene monumentale. E questa passeggiata sul mare, che a volte si allontana per fare ammirare il bene monumentale e i palazzi della città vecchia, si aprirà in ampi piazzali, creando nuovi spazi per il tempo libero, la cultura e i servizi per la città. Inoltre, in vista dei Giochi del Mediterraneo del 2026 e della prossima Biennale del Mediterraneo, il progetto potrà essere funzionale a questi grandi eventi diventando alle volte approdo per le imbarcazioni per le gare, altre luogo di esposizioni artistiche a cielo aperto.

«Immagino Taranto - racconta Francesco Lasigna, direttore tecnico di Mas e team leader di progetto – una città creativa lungo i margini d’acqua. L’auspicio è che la Taranto contemporanea, attraverso la qualità progettuale, non tenda più all’espansione territoriale incontrollata, ma alla rigenerazione delle aree marginali, specialmente quelle ricche di risorse e potenzialità come i waterfront che sono proprio quegli spazi che trasferiscono alla città la possibilità di un continuo cambiamento e miglioramento dell’intero tessuto urbano».

La trasformazione di Taranto intrapresa negli ultimi anni dal sindaco Rinaldo Melucci e la sua squadra, in sinergia con altre istituzioni, «dopo - evidenzia lo studio Mas - uno stallo durato vari decenni in cui tutta l’attenzione è stata incentrata sull’Acciaieria, sembra aver innescato una rinascita che rende questa città mediterranea millenaria sempre più consapevole dell’unicità della sua bellezza».

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