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Arcelor Mittal, Conte dagli Stati Generali: «Proposta di esuberi è inaccettabile». Emiliano incontra sindacati

Arcelor Mittal, Conte dagli Stati Generali: «Proposta di esuberi è inaccettabile»

Tutta «la proposta di Mittal è inaccettabile», ha aggiunto il premier

15 Giugno 2020

Redazione online

TARANTO - «Gli esuberi» per la ex Ilva «sono inaccettabili». Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, a margine degli Stati generali a Villa Pamphilj. Tutta «la proposta di Mittal è inaccettabile», ha aggiunto. 

EMILIANO INCONTRA I SINDACATI - «Se Arcelor Mittal vuole lasciare la partita, è evidente che non potrà farlo impunemente nei confronti del Governo Italiano e per il rispetto che è dovuto a Taranto ed alla Puglia». Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al termine della riunione in videoconferenza sulla vertenza ex Ilva con i sindacati.

«È stato molto utile - ha sottolineato Emiliano - accertare la condivisione delle questioni di fondo. La prima è la salvaguardia dei livelli occupazionali, nel rispetto degli impegni già presi dall’azienda; la seconda è quella del piano di ricondizionamento tecnologico senza il quale non c'è salvaguardia della salute né prospettiva economica che tengano».
«Si tratta - ha rilevato - di temi che hanno caratterizzato da sempre la posizione della Regione Puglia, per questo ho chiesto ai sindacati se l’annunciato piano di Arcelor Mittal rispondesse a queste esigenze, se lo ritengano attendibile». «Mi è stato spiegato - ha evidenziato il governatore - che è inaccettabile, insostenibile, perché non attua gli impegni del 6 settembre 2018 ed anzi ipotizza 3.300 esuberi e perché l’azienda non ha tenuto nessun confronto col sindacato né ricerca le relazioni industriali».
Emiliano ha «confermato che, a breve, sarà esigibile la nuova misura di politica attiva, di riqualificazione professionale e di sostegno al reddito a favore dei lavoratori sospesi dal lavoro, percettori di ammortizzatore sociale». L’incontro è stato aggiornato a mercoledì prossimo.
Alla riunione di oggi hanno partecipato il presidente del Comitato Monitoraggio Sistema Economico Produttivo ed Aree di Crisi, Leo Caroli; gli assessori regionali allo Sviluppo economico Cosimo Borraccino e alla Formazione e Lavoro Sebastiano Leo; e i rappresentanti regionali di Cgil, Cisl, Uil, Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil e Ugl Taranto, Usb Taranto.

CALENDA CONTRO IL GOVERNATORE PUGLIESE - «Un grande errore che abbiamo fatto è stato quello di eleggere un populista governatore della Regione Puglia che dalla Xylella, all’Ilva alla Tap non ne ha presa una, semplicemente una, dimostrandosi il peggior esempio di populismo incapace in Italia». Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda a proposito di quanto affermato dal governatore Emiliano su ArcelorMittal.
«Per fortuna a tutto c'è rimedio e questa situazione troverà auspicabilmente soluzione alla fine di settembre con le prossime elezioni regionali. Non si comprende, infine, come il Pd possa continuare ad appoggiare un personaggio che ancora oggi continua ad attaccare i rappresentanti del governo, segno di una mancanza di serietà ed autostima che va oltre il comprensibile. Emiliano -conclude- va mandato a casa il prima possibile», conclude. 

IL COMMENTO DEI SINDACATI - «Abbiamo rimarcato la necessità di interventi esigibili di sostegno al reddito e per questa condizione chiediamo che la Regione Puglia metta a disposizione strumenti per i lavoratori sia in Amministrazione straordinaria che in ArcelorMittal investiti dalla Cassa integrazione». Lo sottolineano Film, Fiom e Uilm di Taranto dopo l’incontro in videoconferenza convocato dalla task force regionale per l'occupazione sulla vertenza ex Ilva e appalti. Le organizzazioni sindacali hanno ribadito «la necessità - spiegano in una nota - che le istituzioni a tutti i livelli, compreso la Regione Puglia, intervengano sulla vertenza ex Ilva. La stessa oramai necessità dl risposte concrete ed immediate, attraverso l'intervento soprattutto del Governo, che una volta per tutte deve uscire allo scoperto per il bene dei lavoratori e di una città martortiata, in termini ambientali, occupazionali ed economici, superando la stagione degli annunci».
Alla Regione le sigle metalmeccaniche hanno «ribadito con fermezza che il piano industriale trapelato da alcuni stralci divulgati a mezzo stampa presentato da ArcelorMittal è irricevibile, improponibile e vergognoso». Così «come l’accordo - osservano Fim, Fiom e Uilm - del 4 marzo 2020 realizzato tra la stessa azienda, Governo e commissari straordinari di Ilva in As, e per cui il sindacato non è stato mai consultato e tanto meno ne conosce i contenuti».
Per le organizzazioni sindacali bisogna «ripartire dall’accordo del 6 settembre 2018 che tiene insieme la questione sanitaria, ambientale ed occupazionale. Il tempo è una variabile non trascurabile, e alle tante domande esigiamo delle risposte giuste ed adeguate». «Non da meno - concludono - la situazione evidenziata in cui riversa l’appalto, che già da tempo vive una situazione del tutto difficile e complessa. Fim, Fiom e Uilm e Regione si incontreranno nei prossimi giorni per ulteriori aggiornamenti».

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