Sabato 29 Febbraio 2020 | 08:06

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Il caso

Omicidio in sala giochi: 3 condanne a 30 anni a Taranto

In processo bis riconosciuta aggravante premeditazione

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TARANTO - La sezione distaccata di Taranto della Corte d’assise d’appello di Lecce ha condannato a 30 anni di reclusione, nel processo bis dopo l’annullamento con rinvio da parte della Corte di Cassazione, tre imputati accusati dell’omicidio di Cosimo Denaro, di 40 anni, ucciso con un colpo di fucile a canne mozze il 6 gennaio 2015 davanti alla sala giochi al rione Tamburi che la vittima gestiva con il fratello. E' stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione nei confronti di Benito Potenza, ritenuto l’esecutore materiale, del fratello Cosimo Potenza e di Francesco Longobardi, che erano stati condannati all’ergastolo con il rito abbreviato dal gup Martino Rosati il 2 aprile 2016. Nel primo processo d’appello (28 settembre 2017), poi annullato con rinvio dalla Cassazione, Benito Potenza aveva rimediato 20 anni, mentre il fratello Cosimo e Francesco Longobardi erano stati condannati a 18 anni.
Dieci avventori furono presi in ostaggio e tenuti sotto tiro per 12 minuti nella sala giochi nell’attesa dell’arrivo dell’obiettivo dell’agguato. Secondo l’accusa, la vittima aveva avuto ripetuti contrasti con Benito e Cosimo Potenza e con Francesco Longobardi, sfociati anche in scontri fisici. Confermato il risarcimento alle parti civili (moglie, figli e fratelli della vittima) assistite dagli avvocati Rosario Orlando e Luca Balistreri.

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