Martedì 17 Settembre 2019 | 16:40

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L'accordo

Taranto, parte l'intesa tra Regione Puglia e Oms per valutare salute in città

Presi in considerazione tre scenari, risultati entro 1 anno

Da oggi anche Taranto nell'elenco delle città d'arte

TARANTO - La regione Puglia si affida all’Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per definire gli scenari futuri a livello di impatto sanitario che riguardano Taranto. Da trent'anni è definita area ad alto rischio ambientale, in cui in un arco di 50 anni si inserisce l’operato dell’acciaieria più grande d’Europa, l’Ilva. La collaborazione, presentata oggi a Roma, prevede la valutazione in maniera scientifica di tre scenari: quello attuale, secondo quanto prevede autorizzazione integrata ambientale; quello che utilizza le migliori tecnologie; infine il cosiddetto «scenario zero» in cui con l'impianto spento non vi siano più emissioni. Si stima che i risultati si avranno nel giro di un anno, il costo dell’operazione è di 140mila euro.

«Si deve discutere se ho capito bene del futuro di questo sito - spiega il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano - dico se ho capito bene perché il Governo ha deciso di tenere aperta la fabbrica, mentre sulla fabbrica stessa si addensano nuvole derivanti dal ciclo economico ordinario. Abbiamo proposto un’innovazione del ciclo industriale sulla base dei principi della decarbonizzazione, e anche suggerito tecniche che mirino ad abbattere le emissioni di Co2 e a portare a una tendenza allo zero quelle nocive». «La specifica sinergia - aggiunge Emiliano - si colloca nel contesto del protrarsi di una situazione di incertezza per la salute dei tarantini, di complessità dei dati disponibili e non scevra da risvolti giudiziari».

«Partiremo da una ricognizione di tutto il lavoro fatto - specifica Francesca Racioppi, Direttore del Centro Europeo Salute e Ambiente Oms - perché ci sono molteplici attori e istituzioni che hanno sviluppato conoscenze e competenze. Poi lavoreremo insieme ai colleghi che operano in questo campo in Italia e in ambito internazionale, su scenari che ci aiutano a capire quali effetti si potranno avere se andiamo in una certa direzione». «Cominciamo oggi - aggiunge Marco Martuzzi, dell’Oms e responsabile del progetto - ci siamo dati un anno con la speranza di produrre valutazioni prima». 

LE PAROLE DI EMILIANO - «Quello che deve accadere al futuro dell’Ilva deve derivare da scelte che devono avere al primo punto di valutazione la salute delle persone. Se non c'è salute e diritto alla vita non c'è neanche l’economia. Garantisco che noi pugliesi, come tutte le popolazioni del mondo, preferiamo essere un pò più poveri ma sopravvivere che essere un pò più ricchi e morire». Così il governatore della Puglia Michele Emiliano nel corso dell’ufficializzazione della collaborazione tra Regione Puglia e Oms.

«Dico sempre - ha aggiunto Emiliano - che se la fabbrica non fosse mai esistita sarebbe stato meglio per tutti. Dal mio punto di vista non ha portato vantaggi alla Puglia e a Taranto, hanno lavorato in tante persone ma probabilmente come accade in altre aree della Puglia avrebbero fatto altro. Non è detto affatto che l’Ilva fosse l’unica condizione di sopravvivenza economica della Puglia. Non ci credo». «Quella della regione Puglia - ha aggiunto - è una decisione politica e lo rivendico. A decidere di affidare all’Oms il riesame complessivo di una vicenda così complessa è difficile è lunga come quelle dell’invasione con un approccio scientifico che ci metta davanti dati chiari e condivisi e la premessa di ogni decisione politica. Se si deve decidere che questa fabbrica deve proseguire e con quale tecnologia dovremo farlo sulla base della valutazione Oms. Se non è compatibile con la salute umana sarà l’Oms a dircelo e non la Confindustria o l’organizzazione degli acciaierie italiani».

PAPÀ RAGAZZO VITTIMA TUMORE: QUI SI MUORE - «La speranza è che ulteriori studi portino a far prendere la consapevolezza che a Taranto si muore. Ci si è arrivati anche prima, sono stati fatti tanti studi, solo che adesso con l’avallo di questi altri si avrà una chiarezza maggiore su quelle che sono le cause di morte nella città». Così Angelo Di Ponzio, papà di Giorgio, ragazzino di 15 anni, di Taranto, ucciso da un cancro, commenta la collaborazione tra Regione Puglia e Oms, Organizzazione Mondiale della Sanità, per ulteriori studi, proiettati sul futuro, relativi alla salute a Taranto.
Angelo ha voluto esserci oggi alla presentazione della collaborazione, oggi a Roma. «Non si riesce a capire perché non vi sia una presa di coscienza da parte di chi amministra, di chi ci gestisce - aggiunge - la fabbrica va chiusa, le fonti inquinanti vanno chiuse, perché bisogna mandare avanti il diritto alla salute e non quello economico». Giorgio è anche rappresentante del comitato Niobe, un comitato nazionale "formato da genitori che hanno perso i propri figli a causa di patologie legate all’ambiente»

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