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La vicenda è stata risolta grazie al sindacato pensionati Cgil e della stessa Asl

Ginosa, visita urologica dopo 231 giorni: esplode il caso

Una visita urologica con priorità differibile (cioè da effettuarsi entro 30-60 giorni) fissata invece per il 23 dicembre, cioè a 231 giorni al poliambulatorio di Ginosa. Il caso era emerso lo scorso 6 maggio proprio nel corso del volantinaggio, presso il Cup dell’ospedale S.S. Annunziata “Istruzioni per l’uso” , del dépliant esplicativo, elaborato dal sindacato confederale e di categoria dei pensionati, sui comportamenti da attuarsi per la corretta applicazione delle procedure per le liste di attesa. Era stato, quindi, lo stesso segretario generale dello Spi-Cgil Taranto, Giovanni Angelini, ad accompagnare il paziente, un 82enne che vive solo co la moglie e che deambula con difficoltà, all’ufficio Relazioni con il Pubblico per presentare un reclamo circostanziato. Il ricorso è stato accolto dopo due giorni dall’accaduto ed ora il paziente ha ricevuto una telefonata dall’ufficio competente della Asl che gli ha comunicato che la prestazione è stata fissata per il giorno 4 giugno, nei tempi previsti dalla normativa, e che questa avverrà al SS. Annunziata, non più a Ginosa. A darne notizia è lo stesso Tagliente che aggiunge: «Continueremo a distribuire istruzioni per l’uso sulle liste di attesa. Conoscere i propri diritti e dare tutela è decisivo per un sindacato che rappresenta i pensionati».


La segnalazione del sindacato dei pensionati giunge peraltro proprio in concomitanza con i dati dell’ultimo rilevamento nella settimana indice 1-5 aprile 2019 in modalità ex ante conosciuti in Regione (non c’è traccia di dati aggiornati sui siti istituzionali) e aspramente commentati dal presidente della commissione regionale Bilancio, Fabiano Amati. «In quasi tutte le prestazioni ambulatoriali non sono garantiti i tempi di attesa previsti con riferimento alle classi di priorità breve e differita», dice Amati che legge i dati complessivi regionali. “I dati di tutte le strutture ospedaliere pugliesi – spiega - consentono di rilevare che su un totale di 4040 prestazioni con classe di priorità «breve», solo 2.821 risultano erogate nei tempi massimi d’attesa, cioè entro 10 giorni. Ne deriva che in 1.121 casi i tempi massimi d’attesa non sono stati rispettati. Per quanto riguarda, invece, le 6.537 prestazioni con classe di priorità «differita», solo 4.863 risultano erogate nei tempi massimi d’attesa, cioè entro 30 giorni per le visite ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici. Ne deriva che in 1.674 casi i tempi massimi d’attesa non sono stati rispettati». Scorporando il dato regionale nelle singole prestazioni delle singole strutture ospedaliere – aggiunge Amati – «si può affermare la presenza di numerose prestazioni in cui si mantengono i tempi massimi, ma tale dato, tuttavia, non è in grado di smentire la prevalenza delle situazioni in cui lo scostamento dei tempi è molto sensibile». «Per valutare ora bene i vari aspetti, si attendono – dice sempre Amati - i dati di raffronto dell’attività istituzionale con l’attività libero-professionale a pagamento».
Intanto, l’Asl Ta annuncia per lunedì 20 maggio un incontro presso il presidio “San Marco” di Grottaglie (inizio ore 8,30) per illustrare gli interventi strutturali che trasformeranno l’ospedale in un presidio postacuzie.

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