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Inquinamento ex Ilva

Il Comune di Taranto discute dell'aumento della diossina: presente Emiliano

Seduta richiesta da cittadini e consiglieri su aumento diossina

Il Comune di Taranto discute di ambiente: presente Emiliano

Foto Todaro

TARANTO - È in corso a Taranto il Consiglio comunale, in seduta monotematica e urgente, per discutere sulla situazione ambientale in città. La richiesta di convocazione è stata avanzata da 11 consiglieri comunali, ma in precedenza era stato un gruppo di genitori che hanno perso figli a causa di malattie che si ritengono connesse all’inquinamento a fare analoga istanza al sindaco Rinaldo Melucci, sulla scorta della denuncia degli ambientalisti in merito a recenti dati Arpa che attestano un aumento della diossina a Taranto. Un punto, questo, sul quale genitori e ambientalisti chiamano in causa le emissioni dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal (ex Ilva).
Alla seduta consiliare sono presenti anche il governatore pugliese Michele Emiliano, il direttore generale dell’Arpa Puglia Vito Bruno, e il direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi. Al Consiglio comunale assiste una delegazione di cittadini e rappresentanti di associazioni e movimenti. Sotto il Municipio c'è un presidio di manifestanti che chiedono azioni a tutela della salute.

I consiglieri comunali ritengono di avere «diritto-dovere di conoscere, approfondire e discutere con il sindaco e le istituzioni preposte» le cause che hanno portato all’emissione delle due ordinanze sindacali sull'ambiente. Una di queste vieta lo svolgimento di attività che comportino il contatto dermico con il terreno, o l’inalazione di polveri provenienti dallo stesso, nell’area della Salina Grande; l’altra dispone la chiusura temporanea di due plessi scolastici del rione Tamburi, che si trovano a ridosso delle collinette ecologiche dell’ex Ilva sequestrate per problemi di inquinamento.
L’occasione, concludono i consiglieri, sarà utile per approfondire i dati scientifici e fare chiarezza sulle «azioni conseguenti che dovranno essere messe in campo per tutelare tutti i cittadini di Taranto».

EMILIANO: "EX ILVA NON È STATA FORTUNA PER TARANTO" - «Nessuno ha mai pensato che l’Ilva sia stata una fortuna per Taranto. Certo, ha portato tanti posti di lavoro. Se la fabbrica non ci fosse mai stata sarebbe stata una grande fortuna. La fabbrica non ha portato nulla di buono, hanno spostato nel Mezzogiorno lavorazioni diventate insopportabili nel nord, ha dato man forte all’economia nazionale ma ha lasciato sul territorio tarantino più danni che vantaggi». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenendo al Consiglio comunale di Taranto convocato in seduta monotematica e urgente sui problemi dell’inquinamento. «La posizione mia e della Regione - ha aggiunto il governatore - è stata spesso considerata dal governo precedente un’opposizione politica ma non è così. Era una posizione razionale. Non potevamo consentire il funzionamento di quella fabbrica con quel livello di inquinamento senza rimedio tecnologico. Abbiamo ritenuto quanto previsto dal contratto di aggiudicazione assolutamente insufficiente». In tutto «il mondo - ha insistito Emiliano - si lavora sulla ipotesi di decarbonizzazione, ma hanno preso la decisione di farla funzionare e non siamo riusciti a negoziare sulla sicurezza. Per questo ho fatto l’impossibile per non fare chiudere l’accordo dal precedente governo e per questo ho avuto contrasti, anche personali, che ancora durano nel dibattito politico». Emiliano ha detto, di contro, di aver «fatto di tutto per sbloccare la situazione e consentire al nuovo governo di prendere in mano questa vicenda. Con grande ingenuità abbiamo pensato che questo governo avrebbe deciso di chiudere la fabbrica e avrebbe messo a disposizione somme rilevanti. Mi sono chiesto come fosse possibile dopo una campagna elettorale fatta in quel modo di tornare indietro totalmente su una questione dirimente, ma è stato così e non ho mancato di manifestare il mio disappunto. Questo governo ha la medesima posizione del governo precedente. Hanno fatto lo stesso accordo per l’Ilva, non c'è nessuna differenza».  «Io sono in attesa di conoscere dal Consiglio comunale e dalle altre istanze di questa città quali sono le vostre decisioni: le mozioni che verranno approvate saranno determinanti perchè dovremo chiedere un minuto dopo al presidente del Consiglio e a Di Maio o di insistere per la chiusura della fabbrica e di pretendere i soldi per chiuderla oppure chiedere al ministro Di Maio di riqualificarla tecnologicamente». Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nel suo intervento nell’ambito del consiglio comunale di Taranto sulle tematiche ambientali e il problema dell’inquinamento.

L’intervento di Emiliano è stato interrotto a più riprese dai cittadini presenti nell’aula consigliare che urlavano: «Chiusura! Chiusura!». «Da uomo di buon senso, dico che di fronte a una decisione del governo non ritrattabile dobbiamo insistere perchè quegli impianti che uccidono la gente siano resi i più avanzati tecnologicamente possibile e possano consentire di abbassare quei dati epidemiologici drammatici». "Io non ho il potere di chiudere la fabbrica. La potevano chiudere quelli che avete votato - ha insistito rivolgendosi ad alcuni contestatori - e non lo hanno fatto. Non noi. Il governo era il proprietario e il proprietario può fare quello che vuole. Deve conoscere però le condizioni per la chiusura, un’operazione di grande complessità che necessita di grandi investimenti per la bonifica delle aree, la tutela del lavoro e le prospettive». La «La Regione - ha concluso Emiliano - non ha il potere di decidere il destino di questa fabbrica, neanche il sindaco ha questo potere. Chiunque vi prenda in giro e vi racconti che è possibile da parte nostra chiudere quella fabbrica non aiuta Taranto e non aiuta la salute delle persone.

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