Lunedì 10 Dicembre 2018 | 23:49

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Maltrattamenti in famiglia

Taranto, picchiavano le mogli e segregavano i figli: due uomini al confino

Due divieti di avvicinamento per un uomo di 49 e uno di 62 anni relativi a episodi che hanno costretto i giudici a intervenire

violenza donna, stalking

La Squadra Mobile ha notificato due ordinanze di divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla parte offesa - nonchè di contatti telefonici o telematici - emesse dal gip, Giuseppe Tommasino, su proposta rispettivamente dei pm Antonella De Luca ed Enrico Bruschi, nei confronti due tarantini responsabili del reato di maltrattamenti in famiglia.

In particolare, il primo, tarantino di 62 anni, si è reso responsabile di continue vessazioni nei confronti della propria moglie, provocando la totale soggezione della donna nei suoi confronti, con continui episodi di violenza fisica anche di fronte ai figli che, all’epoca dei fatti, erano minori. Uno degli episodi più gravi, il lancio di un portacenere, colmo di mozziconi di sigarette e di cenere, nonchè l'aggressione alla donna afferrandola per i capelli e sbattendole la testa contro la porta di ingresso. In quell’occasione, i sanitari del Pronto Soccorso hanno accertato una frattura scomposta dell’omero, con conseguente sottoposizione ad intervento chirurgico.

In altre occasioni, l’uomo si è scagliato, schiaffeggiandolo, contro un conoscente che aveva incontrato la moglie per strada, inveendo contro di lei prima con le parole, poi colpendola con ripetuti schiaffi. Nello scorso mese di febbraio, la moglie ha trovato i propri indumenti riposti in alcune buste di plastica, abbandonati sul pianerottolo della propria abitazione, constatando l’avvenuta sostituzione della serratura finalizzata alla estromissione dall’abitazione sino ad allora rimasta comune.

La seconda ordinanza ha colpito un uomo di 49 anni, tarantino che ha posto in essere condotte reiterate configurabili nei reati di maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori nei confronti della propria ex moglie ed dei figli minori.

In particolare, l’uomo, maltrattava la coniuge, pretendendo continuamente di conoscere con chi la donna era al telefono, cancellando dal personal computer i documenti di lavoro della donna. Vietava al figlio minore di uscire, staccava improvvisamente la spina del televisore mentre lo guardava, gli impediva di studiare con rumori molesti causati premeditatamente, lo svegliava durante la notte, cancellava l’utenza mobile per provocare la perdita di dati utili alla frequenza scolastica del ragazzo, vietava di ricevere coetanei ed amici.

Inoltre, anche dopo la separazione di fatto, continuava a molestare la coniuge, attendendola sotto l’abitazione familiare, chiedendo assillantemente ai figli minori chi fosse il nuovo compagno della loro mamma. È giunto altresì a rifiutarsi di accompagnare la figlia minore presso la residenza materna, costringendola, contro la sua volontà, per circa quaranta minuti.

Con questa premesse, è stato quindi emesso il divieto di avvicinamento alla coniuge, ai figli minori, alla abitazione familiare, al luogo di lavoro della moglie e agli istituti scolastici dei figli.

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