Domenica 09 Dicembre 2018 | 22:58

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L'indagine

Taranto, furti in casa: arrestato un georgiano

Rintracciato a Bari, il ladro è stato incastrato da una foto scattata da una delle sue vittime

polizia

TARANTO - Preso a Bari uno dei componenti della “banda degli appartamenti”. Altri due sono attivamente ricercati dalla polizia in tutta la Puglia. Si tratta di una banda di cittadini di nazionalità georgiana accusati di aver messo a segno diversi furti in appartamento in tutto il territorio pugliese. Da tempo i tre erano monitorati e pedinati dalla polizia ma due di loro sono riusciti a sottrarsi alla cattura.
Il terzo, Nika Abesadze, di 40 anni, è stato sorpreso giovedì mattina a Bari nella centralissima piazza Aldo Moro, in zona universitaria, mentre chiacchierava con altri connazionali. Aiutati dai colleghi della questura di Bari, gli agenti della squadra mobile di Taranto hanno rintracciato il georgiano destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di almeno quattro furti in appartamento messi a segno in altrettanti comuni pugliesi. Gli investigatori ora sono sulle tracce degli altri componenti della banda. Le indagini sono partite a febbraio scorso, dopo un loro tentativo di furto fallito in quanto i proprietari dell’appartamento preso di mira erano in casa. Nonostante il forte spavento, il proprietario di casa ebbe la prontezza di fotografare col telefono cellulare uno dei tre ladri sorpresi mentre si introducevano in casa.

L’uomo inseguì i ladri per le scale e riuscì anche a prendere il numero di targa dell’auto utilizzata per la fuga, prontamente segnalata alla polizia. Gli investigatori hanno subito raccolto i primi importanti elementi: grazie alla fotografia scattata dal coraggioso cittadino, sono risaliti non senza difficoltà all’identità dei tre georgiani, presenti nelle banche dati delle forze di polizia con diversi nominativi. I tre, da quanto emerso dalle prima indagini, vivevano a Bari e si muovevano in auto in giro per la Puglia a caccia di appartamenti da svaligiare. Avevano grandi conoscenze e abilità tecniche e riuscivano con attrezzi da scasso sofisticati, ad aprire con facilità anche le porte blindate. Sono scattati così mesi di pedinamenti. Gli investigatori hanno ricostruito con precisione movimenti della banda in giro per la Puglia e le tecniche utilizzate per entrare in azione. La banda, ad esempio, eseguiva una serie di sopralluoghi negli stabili e vicino agli appartamenti che voleva svaligiare e poi usava collocare delle fascette di plastica sotto la porta d’ingresso dell’appartamento per controllare i movimenti dei padroni di casa. Quando questi uscivano aprendo la porta, le fascette di plastica venivano involontariamente spostate dando così la certezza ai componenti della banda di poter agire indisturbati perché la casa era libera. Nel corso delle indagini sono stati anche recuperati in numerosi attrezzi da scasso, una cassaforte rubata in un appartamento e molta refurtiva. 

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