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In Puglia e Basilicata

IL PERSONAGGIO

Soldini, il pioniere-innovatore: «Il mio incredibile mondo a vela»

Soldini, il pioniere-innovatore: «Il mio incredibile mondo a vela»

Giovanni Soldini, l’uomo della navigazione in solitaria a Bari

Il campione a Bari: «La situazione dei mari è vicina al punto di non ritorno. Stiamo lavorando a una centralina che analizzi la qualità delle acque»

09 Giugno 2022

Davide Lattanzi

Pioniere ed eroe. Innovatore, ma strenuo difensore dell’ambiente. Tra gli inventori della navigazione in solitaria ed ora «capitano» di team che porteranno alla ribalta nuove leve. La vita di Giovanni Soldini è un romanzo dai mille volti, puntualmente contraddistinto da capisaldi invalicabili: la ricerca, l’amore per l’avventura, ma soprattutto la dedizione al prossimo e l’assoluta devozione alla natura e alla sua tutela. Ha solcato i mari di tutto il mondo, battendo record e primati e guadagnando le più alte onorificenze da Italia, Francia e Stati uniti non soltanto per le leggendarie imprese sportive, ma anche per i celebri salvataggi in mare. Ieri il 56enne velista milanese ha fatto tappa a Bari, alla concessionaria Radicci, in qualità di testimonial per Maserati del nuovo Suv «Grecale». L’occasione è propizia per svelare i nuovi progetti in sinergia con lo storico marchio italiano, ma anche per un’analisi di come sta cambiando il mare e del ruolo che la Puglia potrà svolgere a sostegno della vela.

Giovanni Soldini, il binomio con Maserati è sempre più solido: quali sono i capisaldi di un matrimonio così felice?
«Dal 2016 abbiamo cominciato un progetto che ci ha portato alla costruzione di scafi che potessero compiere grandi imprese. Abbiamo sviluppato l’idea, fino a farli volare sulle onde e a compiere due giri del mondo. Vogliamo proseguire nell’innovazione, battendo strade ancora non esplorate che possano coniugare non soltanto le prestazioni sportive, ma anche implementare la tutela del mare e la sua sopravvivenza in un momento critico».

Quali sono i particolari sui quali vuole insistere?
«Stiamo lavorando allo sviluppo di una centralina che analizzi la qualità delle acque. In programma abbiamo un nuovo giro del mondo: percorrendo molte miglia, avremmo modo di svolgere un esame esaustivo che sia di reale supporto alla scienza. Il secondo principio è arrivare al “full electric”, eliminando quasi del tutto i motori, per far sì che la vela resti uno sport pulito».

A tal proposito, come giudica la situazione globale dei mari?
«Grave, potremmo essere vicini al punto di non ritorno. Il surriscaldamento globale, solo per citare l’esempio più eclatante, è un dato in continua evoluzione. Ma non possiamo pensare che sia una catastrofe immotivata. La gran parte degli eventi avversi dipende dai nostri comportamenti. Non possiamo non cogliere l’opportunità di invertire una tendenza mortale adottando accortezze lampanti come limitare l’uso dei carburanti o smaltire correttamente i rifiuti».

Lei, pioniere della navigazione in solitaria, ora coordina team: come vive un cambiamento così radicale?
«Scelsi la navigazione in solitaria perché all’epoca era all’avanguardia, ma ora con Maserati c’è voglia di scoprire nuove tecnologie che possano migliorare la qualità della navigazione. Lavorare in squadra è davvero stimolante e ho la fortuna di confrontarmi con fuoriclasse del settore: tra chi ha partecipato alla Coppa America o alle regate più impegnative del panorama mondiale».

Nell’immaginario di chi conosce il mare, come è vista la Puglia?
«Come uno dei posti più belli del mondo perché proprio il mare ne caratterizza la vita. Bari, peraltro, vanta un’eccellenza come il Circolo della Vela che è tra le realtà più premiate in Italia. Ci sono tutti i presupposti per progetti che coinvolgano sempre più i giovani».

Quale consiglio darebbe alle nuove leve che si avvicinano alla vela?
«Di seguire la loro passione. Il mare può essere un sano divertimento oppure un richiamo irrefrenabile. Ecco, in quest’ultimo caso, è giusto investire su se stessi. I miei figli, ad esempio, amano il mare, sono in grado di condurre delle imbarcazioni, qualcuno di loro magari fa lo skipper nella stagione estiva. Ma non posso dire che abbiano il mio stesso trasporto: per loro è un piacere, ma penso proprio che nella vita si dedicheranno ad altro».

Anche il suo mondo sta ripartendo malgrado la pandemia: quanto è stato condizionante il Covid?

«Parliamo di un nemico che ha fermato il mondo, ovviamente ha annullato per mesi anche le nostre idee. Ecco uno degli esempi che ricordano come la natura possa ribellarsi alle nostre scelleratezze. Purtroppo, dobbiamo trovare un modo di convivere con questa situazione, tentando di limitarla il più possibile. Ciò che, invece, è inaccettabile è la guerra: ammetto che sia un argomento divenuto attuale ora perché i conflitti riguardano l’Europa e li sentiamo più vicini. Ma ogni guerra è una sconfitta per l’uomo. Il mare, però, insegna a rialzarsi anche quando tutto sembra perduto: ecco, non possiamo smettere di lottare per il nostro pianeta».

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