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Un’altra pugliese in Serie D. L’Omnia Bitonto segue il Fasano nella massima categoria del calcio dilettantistico. Lo fa attraverso la strada impervia dei playoff

Omnia Bitonto da sballo, è serie D ai calci di rigore

BITONTO - Un’altra pugliese in Serie D. L’Omnia Bitonto segue il Fasano nella massima categoria del calcio dilettantistico. Lo fa attraverso la strada impervia dei playoff. Prima quelli regionali (Avetrana e Casarano, battute entrambe in trasferta), poi quelli nazionali: successi con Lagonegro e Afragolese, una lucana e una campana. La squadra di Pasquale De Candia, dopo aver perso 2-0 ad Afragola, ha rimontato in poco meno di un quarto d’ora il gap di gara-1, ma non è riuscito ad andare oltre, anche dopo che è andato in superiorità numerica per l’espulsione di Fiorillo, reo di aver proditoriamente colpito Patierno in area. A quel punto pareva che Giuseppe Mucera, l’arbitro palermitano, dovesse concedere il calcio di rigore (sarebbe stata l’occasione per il 3-0) e invece ha fatto riprendere con il calcio d’angolo. A parte ciò, il giudice di gara è stato bravissimo, tenendo in pugno un match che poteva trascendere da un momento all’altro e cominciando a sventolare cartellini gialli solo nella ripresa.

Andiamo con ordine. All’Omnia non restava che il ribaltone. Difficile contro una squadra tetragona, sorniona, poco propensa allo spettacolo. De Candia ripropone il 3-5-2 con l’under Montanaro, capitan Montrone e Anaclerio a comporre la linea difensiva davanti a Vito Vitucci; Fiorentino, Lavopa e il rientrante Dellino (l’altro juniores: Barone è squalificato dopo ,l’espulsione in terra partenopea) formano la mediana, con Zoti e Turitto ali; Picci e Patierno sono gli attaccanti. Maurizio Coppola si affida alla collaudata coppia di difensori Barbato e Fiorillo e soprattutto a Manzo (a sinistra) e Del Sorbo (terminale offensivo), i dioscuti autori dei gol all’andata.

L’avvio dei baresi è veemente. L’iniziativa palla a terra di Onny Turitto è vincente: per il millenial Scarano non c’è nulla da fare. L’Omnia batte forte sul tamburo. Zotti colpisce il palo con una magia, Turitto e Buono giocano a flipper e la palla finisce nel sacco. Il «Città degli ulivi» esplode. Il mediano Pesce si fa male e lascia il campo, Ruscio farà un figurone. Dopo la mezzora Zotti assiste Patierno che insacca in diagonale, ma Mucera annulla per posizione irregolare del bomber bitontino. Poco dopo il 3° gol Turitto lo fa. Nel senso che opera una diagonale nella propria area fermando Del Sorbo in ottima posizione. Guaio muscolare per Manzo, capitano e punto di riferimento dei rossoblù. Qualcuno tira un sospiro di sollievo, ma senza il suo uomo di maggior talento l’Afragolese gioca meglio. Zotti chiude il tempo sprecando una ghiotta opportunità.

Fa caldo. La ripresa si apre con Pierino la peste che tesse la più bella azione del match: l’esterno di Lavopa esce di qualche centimetro. Al 20’ Vitucci salva su Ciano, difensore campano lanciato in contropiede. De Candia inserisce nuova linfa: fuori un Picci non al meglio e uno Zotti stanchissimo a metà tempo. Con l’uomo in meno, Coppola lancia messaggi chiari ai suoi: ai rigori! Non ci sta Loseto sui cui piedi sapienti capita una buona chance al 3’ di recupero.

I tempi supplementari dicono poco. Ma quel poco si riassume nel grande spavento degli arancioni: Del Sorbo si libera una volta di Montrone e mette la palla laddove Vitucci arriva solo con una prodezza. Carfora trasforma in gol il tap-in. Sembra finita per chi non ha visto l’assistente di Mucera con la bandierina alzata.

Si va ai calci di rigore. E al consueto psicodramma sportivo. Comincia Del Sorbo e Montrone beffano i portieri, Ladogana e Tarascio si fanno irretire, Fiorentino va a bersaglio. Loseto calcia fuori e Carfora rimette la ruota della Vis avanti di un’incollatura. A Chicco Patierno piacciono i thriller: palo, palla sulla schiena di Scarano e gol. Un attimo di incertezza, il regolamento dice che il rigore è valido. Vito Vitucci diviene l’eroe della gara intercettando in volo plastico il tiro di Ciano, Michele Anaclerio sale al suo fianco trasformando di classe il rigore decisivo.

Quello che porta al paradiso della Quarta Serie. Un altro miracolo «arancione».

Vito Prigigallo

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