Marciapiedi rotti o invasi dai rifiuti, scivoli occupati, barriere architettoniche. Al Libertà è raro vedere persone disabili in sedia a rotelle muoversi autonomamente per le strade del quartiere, e non di certo perché non esistono. Esistono, invece, le storie come quella di Vicky Papagni, 62 anni, che vive praticamente reclusa in casa perché è sola, non ha una sedia a rotelle adeguata e abita in una via che presenta non pochi ostacoli.
La prima barriera si presenta proprio appena dinanzi al suo condominio, al civico 11 di via Celio e Vincenzo Sabini. Il primo scivolo disponibile è occupato a metà da un posto riservato ai dipendenti degli uffici certificati del Tribunale di Bari di via Brigata, l’altra metà da un palo della luce rialzato. «Ho chiamato spesso la polizia locale e mi hanno dato sempre la stessa risposta, e cioè che non possono fare nulla» racconta la donna. L’altro scivolo si trova molto più indietro, proprio di fronte al cancello di un’altra abitazione, e anche questo è spesso occupato dalle auto. Non solo: accanto ci sono i bidoni dell’immondizia e i rifiuti ostacolano i marciapiedi, come accade in altre vie del Libertà. Basti pensare a via Dante o via Nicolai, vicino al mercato coperto, dove tratti di marciapiedi (già di per sé stretti e sporchi di deiezioni canine) sono interrotti dagli ingombranti abusivi, spesso abbandonati per giorni e giorni.

Per muoversi, Vicky si affida spesso ai taxi. «Ho avuto accesso alla misura del taxi sociale - spiega -, purtroppo ho terminato i voucher e sono in attesa del prossimo bando». In realtà, il grido di aiuto della 62enne è partito proprio da qui: «Avevo fatto domanda per il contributo di mobilità destinato a persone disabili, ho ottenuto circa 70 voucher e ne utilizzavo in media 3 a corsa per spostarmi dentro Bari. Quando li ho terminati sono andata in Comune, verso settembre/ottobre, ma una funzionaria mi ha detto che avrei dovuto aspettare il nuovo anno. Non voglio attaccare nessuno, ma vorrei sapere i tempi per il nuovo bando…»
Con un incrocio in Comune, è emerso che effettivamente il nuovo bando (che tra l'altro usufruisce di carte prepagate e non più voucher) era già uscito e i termini chiusi, ma Papagni non ha fatto domanda perché non sapeva fosse stato pubblicato un nuovo avviso. È l’altra faccia della medaglia nelle vite di questi cittadini: avere qualcuno accanto, un parente o un amico, che sia in grado di guidarli in tutti gli iter burocratici - o quanto meno di affidarli all’amministrazione -, sembra essere quasi un privilegio in una società fatta di tante solitudini invisibili. Una piccola luce in fondo al tunnel è il mondo dell’associazionismo, incarnato nella figura di Marina Basile, membro del movimento politico Meda e segretaria nazionale di Asso Meda, che le dà soprattutto ascolto e supporto umano e ogni tanto le permette di uscire fuori casa.
Se manca la misura sociale, almeno c’è il servizio dei privati a pagamento. Ma non sempre funziona: «Tante volte mi hanno lasciata a terra perché ero in sedia a rotelle - racconta -, mi è capitato di aspettare sotto il sole per ore, arrivavano e andavano via. Mi è anche capitato di rimanere weekend a digiuno perché non avevo nessuno che mi accompagnasse a fare la spesa…». Eppure, il supermercato è proprio lì, basta girare l’angolo. Ma andarci diventa complicato non solo per le barriere architettoniche, ma anche perché la forza nelle sue braccia non le permette di veicolare la sedia («Questa mi è stata data dall’Asl, avrei bisogno di una elettrica, che costano molto…»).
La situazione di Vicky Papagni è stata segnalata a Fabio Sisto, presidente della Commissione speciale al welfare sociale del Comune di Bari: «Senza dubbio approfondiremo la situazione per capire come poter supportare la signora, ci adopereremo per segnalare e risolvere la problematica relativa all’abbattimento delle barriere architettoniche nel suo isolato», ha dichiarato. Al momento non si ha una data ufficiale per la pubblicazione del nuovo bando per il contributo destinato alla mobilità per i disabili. Proprio durante l’ultimo consiglio comunale, è stato approvato un ordine del giorno a firma del consigliere Carelli per destinare maggiori fondi all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Papagni ha un solo desiderio: «Io vorrei che Bari fosse più a misura di disabile, perché non lo è. Ed è un peccato perché io amo questa città: ci sono tanti ostacoli che non ci permettono di usufruire come gli altri dei servizi della città, anche nei negozi… Vorrei tanto che le cose migliorassero».















