Domenica 01 Marzo 2026 | 17:57

Taranto, un’anziana non vedente costretta a cambiare il testamento, indagati un uomo e una donna

Taranto, un’anziana non vedente costretta a cambiare il testamento, indagati un uomo e una donna

Taranto, un’anziana non vedente costretta a cambiare il testamento, indagati un uomo e una donna

 
FRANCESCO CASULA

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FRANCESCO CASULA

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Devono rispondere di truffa e circonvenzione di incapace. Si erano anche accaparrati 200mila euro grazie a una fantomatica associazione per celiaci

Domenica 01 Marzo 2026, 17:51

Avrebbero indotto una donna anziana non vedente e con diversi problemi di salute a modificare il testamento riuscendo ad accaparrarsi circa 200mila euro grazie a una fantomatica associazione per celiaci. È l'accusa mossa dalla Procura di Taranto nei confronti di un uomo di 79 anni e di una donna di 59 che ora devono difendersi dall'accusa di circonvenzione di incapace, falsità in un testamento olografo e truffa.

È quanto emerge dall'avviso di conclusione delle indagini firmato nei giorni scorsi dal pubblico ministero Salvatore Colella che ha coordinato l'inchiesta degli investigatori partita dopo la denuncia di alcuni familiari della donna assistiti dagli avvocati Giuseppe Leoni e Fabio Adamo. I fatti risalgono a febbraio 2024 quando l'anziano, marito della vittima, avrebbe cominciato a frequentare gli indagati che, stando alle accuse, pian piano avrebbero carpito la fiducia dell'uomo al punto da convincerlo a gestire direttamente i risparmi della moglie che versava in una situazione di salute particolarmente delicata. Le malattie, infatti, l'avevano privata anche della vista, ma ciò nonostante il marito, soggiogato dai due conoscenti, l'avrebbe costretta a modificare il testamento, prendendole fisicamente la mano e scrive l'acronimo di una associazione. Un atto compiuto con un tempismo particolarmente sospetto dato che di lì a poco, a causa di una caduta e di una serie di complicazioni sulla sua condizione di salute, l'anziana era stata ricoverata fino al decesso.

Ed è in quel momento che, stando a quanto emerge dagli atti d'accusa, la coppia di indagati si sarebbe presentata con la copia del testamento in un Caf chiedendo di avviare la pratica di successione che avrebbe consentito di trasferire sul conto dell'associazione la somma di 182mila euro in titoli che l'anzian deteneva in banca e altri 20mila euro in contanti.

La denuncia dei familiari, tuttavia, ha consentito alla Procura di accendere i riflettori sulla vicenda. Gli indagati, difesi dagli avvocati Diego Maggi e Alessandra De Santis, avranno ora 20 giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o presentare memorie difensive per fornire la loro versione dei fatti poi sarà il pm Colella a decidere se archiviare le accuse nei loro confronti oppure chiedere il rinvio a giudizio.

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