I lavori finanziati dal Pnrr per la realizzazione della nuova sede universitaria in Centro, all’interno del palazzo ex Agenzia delle entrate, dovranno essere completati entro la fine del mese. Molto più lunghi, invece, i tempi per il recupero del palazzo contermine, ossia l’ex Cassa mutua artigiani, dove sorgerà uno studentato con 52 alloggi. Questo intervento, al pari del recupero dell’ex caserma Cimmarrusti a Lecce (80 posti letto) e di Palazzo Frisini a Taranto (92 posti letto), è stato finanziato nell’ambito del bando ministeriale della Legge 338/2000 per la realizzazione di nuovi alloggi studenteschi. Ottenuto il finanziamento nella primavera del 2024 con Adisu Puglia, si è proceduto nei mesi di luglio e agosto alla pubblicazione delle gare telematiche, avvalendosi della società in house InnovaPuglia. L’allora assessore regionale Sebastiano Leo dichiarò nell’ottobre del 2024 che «entro la primavera del 2025 la Puglia avrà tre nuove case dello studente». Così non è stato, evidentemente. Per lo studentato di Brindisi, infatti, solo un mese fa è stato trasmesso il progetto esecutivo ad Asset. Una volta superato il vaglio dell’agenzia regionale, sarà indetta la conferenza di servizi. L’inizio dei lavori, se tutto dovesse andare per il meglio, è previsto per giugno. La durata massima stimata per gli interventi è di circa 700 giorni. Significa che a Brindisi non ci saranno posti letto per studenti prima del 2028. Per quanto riguarda il progetto di Lecce, a gennaio è stato inviato ad Asset il progetto esecutivo, a metà marzo sarà avviata la conferenza di servizi e a luglio dovrebbero partire i lavori, che dovranno finire in 850 giorni massimo. A Taranto, invece, l’avvio dei lavori è previsto ad aprile e la durata massima è di 730 giorni.
Giulio Gazzaneo ha seguito da vicino la nascita dei progetti della cittadella universitaria e dello studentato nel Centro di Brindisi quando aveva la delega alle politiche giovanili e universitarie durante l’amministrazione Rossi. Per questo accoglie con entusiasmo l’avanzamento dell’iter, sottolineando che «c’è una dimensione di servizio pubblico offerta attraverso lo studentato, dove devi garantire dei servizi minimi di accesso a chi non può permettersi di pagare l’affitto. Il fatto che siamo l’unica città pugliese senza una residenza pubblica ha rappresentato un limite». Gazzaneo allarga poi il discorso alla nuova sede universitaria che dovrebbe nascere nell’ex Agenzia delle entrate, adombrando dubbi legati alla parziale ristrutturazione e riapertura dell’immobile. Al momento, infatti, non ci sono le risorse per rendere fruibili tutti i piani dell’edificio. «Alcuni problemi - aggiunge Gazzaneo - sono stati sottovalutati. Il fatto che a oggi non ci sia ancora una soluzione per la ristrutturazione completa della principale sede universitaria espone a grandissime criticità, con il rischio che non venga consentita l’apertura a metà della struttura o che comunque si presentino grossi limiti. Bisogna quanto prima individuare soluzioni e canali di finanziamento».
Andando oltre l’aspetto delle infrastrutture fisiche, il sindaco Pino Marchionna è al lavoro per provare ad ampliare l’offerta formativa in città. «Stiamo per inaugurare un tavolo tecnico tra Università, Comune e principali stakeholder industriali per individuare - anticipa il primo cittadino - i percorsi formativi più urgenti e facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Tutto questo per la nuova Università in centro». Accanto a questo «c’è la necessità di riportare a Brindisi corsi di Ingegneria articolata secondo varie specializzazioni, che possano essere attrattivi - conclude - anche per gli altri Paesi che si affacciano sull’Adriatico».
















