Ancora un furto, ancora un colpo che lascia il segno nel cuore rurale dell’Alta Murgia. Questa volta a finire nel mirino dei ladri è stata una masseria nel territorio di Altamura, in contrada Corte Cicero, dove ignoti hanno portato via l’intera sala di mungitura per ovicaprini, smontandola pezzo dopo pezzo.
«L’Alta Murgia è un posto di banditi». Lo dice senza giri di parole il prof. Rocco Sorino, dopo l’amaro rilevamento. La scoperta risale al 27 febbraio: «Ci siamo resi conto che qualcosa non andava perché la catena che chiudeva il cancello d’ingresso era stata tagliata con una tronchese», racconta. La masseria era rimasta senza nessuno per due notti. L’orario del colpo non è noto, ma con ogni probabilità i ladri hanno agito di notte, utilizzando mezzi adeguati per caricare il materiale sottratto.
A sparire è stata tutta l’attrezzatura meccanica ed elettrica della sala di mungitura, per un valore di circa 25mila euro. «Sono esperti, sanno come muoversi prima e durante», racconta Sorino. Non è il primo furto: ogni anno vengono colpiti animali, attrezzature e mezzi agricoli, costringendo l’azienda a continui ripristini e bloccando ogni progresso. «Bisogna sempre ricostruire ciò che viene sottratto, e questo impedisce di fare investimenti per mantenere vivo il territorio», aggiunge.
I furti sono un fenomeno diffuso sulla Murgia: «Tra trattori, agnelli a Natale e attrezzature varie. Basta che un’azienda resti incustodita per una notte e diventa un supermercato». Quanto alle risposte delle autorità, Sorino non ha dubbi: «Il nulla. Controllo del territorio zero spaccato». La denuncia per l’ultimo episodio è in fase di formalizzazione.
Il retroscena mostra la complessità del territorio. Non si tratta della stessa masseria colpita dal furto, ma nell’area sorge anche l’Antica Masseria dell’Alta Murgia, inizialmente Parco dei Templari, bene confiscato alla criminalità organizzata nel 2011. Dopo un progetto di rilancio affidato allo chef Gianfranco Vissani, la struttura rimase chiusa per circa tre anni. In simili contesti, i beni sottratti alla criminalità incontrano spesso ostacoli nel loro percorso di rinascita e legalità, evidenziando le difficoltà del territorio nel consolidare sviluppo e presidio civile. Sull’eventuale coinvolgimento di organizzazioni criminali, Sorino si limita ai fatti: «Non posso rispondere circa la mafia, non ho conoscenza né competenza. Si tratta di vizio di rubare». Un’affermazione che evita attribuzioni non suffragate da elementi concreti e che circoscrive il giudizio ai fatti subiti, sottolineandone le conseguenze quotidiane dei furti: «Si è stanchi perché martoriati. Questi furti annientano un’idea: la libertà. Resta l’amarezza e un senso di abbandono in un territorio abbandonato da Cristo».
Non formula richieste specifiche, ma auspica azioni concrete per proteggere il territorio e consentire alle idee di svilupparsi, dando almeno un minimo di senso civile a queste aree. Si tratta del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, parte del Geoparco UNESCO.
















