Domenica 01 Marzo 2026 | 15:19

Bari, in via Argiro è alta tensione. La rabbia dei commercianti: «Siamo pronti alle vie legali»

Bari, in via Argiro è alta tensione. La rabbia dei commercianti: «Siamo pronti alle vie legali»

Bari, in via Argiro è alta tensione. La rabbia dei commercianti: «Siamo pronti alle vie legali»

 
Davide Lattanzi

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Davide Lattanzi

Bari, in via Argiro è alta tensione. La rabbia dei commercianti: «Siamo pronti alle vie legali»

«I ristori sono ignorati nel bilancio». L’approvazione da parte del Comune del bilancio di previsione 2026-28 ha sconvolto residenti e commercianti di via Argiro

Domenica 01 Marzo 2026, 13:24

Incredulità, rabbia e decisione a valutare azioni anche di natura legale. L’approvazione da parte del Comune del bilancio di previsione 2026-28 ha sconvolto residenti e commercianti di via Argiro.

La strada del quartiere Murat è, infatti, al centro degli interventi di riqualificazione finanziati da circa 4,5 milioni di fondi Pnrr: i lavori prevedono la trasformazione in una moderna «rambla», caratterizzata da nuove alberature, nonché da un unico piano calpestabile che nei primi due isolati si presenta con il basolato storico, mentre dal terzo al settimo tratto avrà una pavimentazione più moderna. Il cantiere è stato avviato lo scorso 15 settembre: era prevista la consegna di coppie di isolati a scadenze trimestrali, ma finora non è stato liberato nemmeno un segmento della strada. Le attività commerciali sono in forte crisi e da tempo hanno chiesto all’amministrazione comunale aiuti per affrontare il notevole calo di incassi determinato dagli interventi in corso ormai sull’intera strada.

«Silenzio sui ristori» «Siamo delusi e realmente increduli per il totale disinteresse manifestato dall’amministrazione e dalle rappresentanze politiche di governo ai disagi arrecati alle attività economiche dagli oggettivi, documentati e indiscutibili ritardi nell’esecuzione dei lavori della cosiddetta prima fase di cantiere», è la ferma posizione degli esercenti di via Argiro.

«La conferma di tale comportamento di disinteresse arriva dalla seduta del consiglio comunale dello scorso 24 febbraio, dedicata alla discussione del bilancio: non è stato, infatti, contemplato il benché minimo straccio di atto concreto che confermasse la volontà di andare incontro agli operatori economici danneggiati. Nonostante due lettere-denuncia consegnate il 24 settembre 2025 e il 9 febbraio scorso al sindaco Leccese e agli assessori – proseguono i commercianti - e malgrado l’impegno assunto proprio dal primo cittadino nel corso dell’incontro di novembre scorso nel quale annunciò l’intenzione di valutare misure di compensazione sulle imposte municipali, l’azione dell’amministrazione si è purtroppo tradotta in un nulla di fatto».

«Pronti ad azioni legali» I gestori delle attività valutano ora azioni per tutelarsi. «Pensare che noi operatori continueremo a subire - annunciano -, oltre al danno economico di evidenti problematiche esecutive di cantiere confermate da atti ufficiali del Comune, anche la beffa delle illusioni e delle false promesse è assolutamente inaccettabile». Per tali ragioni il Comitato spontaneo di via Argiro annuncia che nelle prossime ore valuterà di affidare un incarico a un team legale per individuare eventuali comportamenti negligenti e instaurare un’azione di risarcimento danni all’amministrazione comunale, nonché, a cascata, a tutti in soggetti coinvolti in questa catena di responsabilità.

Riunione a palazzo di città Un nuovo confronto era già in programma nell’ambito del continuo confronto che l’assessore alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, ha intrapreso con la comunità di via Argiro. Scontato, però, che ora la riunione organizzata per mercoledì prossimo assuma un’importanza ancora maggiore. Inevitabile che il tema dei ristori diventi un’assoluta priorità per stabilire se siano ancora applicabili quantomeno alcuni sgravi fiscali. Allo stesso modo, i commercianti torneranno a ribadire l’urgenza di un regolamento sulle concessioni di suolo pubblico. Se, come sembra, almeno il primo isolato (sul quale ora si lavora lungo i marciapiedi) sarà completato entro le prossime due settimane ed il secondo non oltre la fine di marzo, è ferma intenzione degli esercenti cominciare subito l’attività all’esterno con sedie e tavolini.

Lo sconforto dei dipendenti Intanto, gli effetti negativi dell’impatto che i lavori stanno creando nella zona si avvertono sui dipendenti degli esercizi commerciali. Eclatante quanto avvenuto, infatti, ad un lavoratore di un bar sul secondo isolato: nelle scorse ore, infatti, avrebbe chiesto l’interruzione del suo contratto (che, peraltro, prevedeva un ruolo di grande responsabilità) perché non sopportava l’inattività e il locale desolatamente vuoto. Allo stesso modo, in altre attività si sta procedendo a drastiche riduzioni del personale oppure, nella migliore delle ipotesi, ad un ampio turnover dei dipendenti. «Via Argiro diventerà bellissima, ma chissà se saremo noi a godercela», concludono gli esercenti. Troppi mesi di incassi ridotti dal 35% al 60% rappresentano un contesto davvero drammatico.

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