Ventidue persone tra infermieri e Oss si sono presentate al Pronto soccorso del Policlinico di Bari venerdì sera, a inizio del weekend di San Valentino. Tutti dello stesso reparto, tutti con lo stesso problema: prurito da contatto, con sospetta scabbia. Una (presunta) emergenza che ha rischiato di mandare in tilt il reparto di Endocrinologia, dove però – curiosamente – i controlli immediatamente disposti dalla direzione sanitaria insieme alla sanificazione dei locali hanno dato esito negativo: nessun caso di scabbia né tra i medici, né tantomeno tra i pazienti, ma solo quattro casi tra infermieri e Oss che hanno avuto una prognosi tra i 4 e i 10 giorni.
La vicenda è emersa oggi con un comunicato della Uil Fpl, secondo cui nel reparto ci sarebbero «dieci operatori sanitari con la scabbia, contagiati verosimilmente in occasione dell’attività assistenziale» a fronte di cui ci sarebbe stata «la mancata tempestiva attivazione dei protocolli ministeriali per la gestione dei casi in ambito ospedaliero». La versione del Policlinico è totalmente opposta: non solo, appunto, i casi sarebbero solo quattro, ma «dall’analisi epidemiologica non emergono, allo stato, elementi sufficienti per dimostrare che il contagio sia avvenuto in ospedale o durante il turno di lavoro. In via precauzionale sono state comunque adottate tutte le misure di profilassi previste per il personale». A tutti gli altri dipendenti che lamentavano il presunto contagio e si sono sottoposti a visita non è invece stata riconosciuta alcuna prognosi.
L’emergenza è scoppiata nel tardo pomeriggio di venerdì 13, con l’arrivo in Pronto soccorso di Oss e infermieri. La direzione sanitaria del Policlinico si è immediatamente attivata, mettendo in moto la Control Room e la Medicina del Lavoro, e richiamando in servizio tutto il personale disponibile per non interrompere la funzionalità del reparto. Il sindacato ha segnalato la vicenda in una nota inviata alla direzione generale del Policlinico, all'assessorato alla Sanità, all'Asl Bari, all'Ispettorato del lavoro e allo Spesal.
Dall’analisi epidemiologica non emergono, allo stato, elementi sufficienti per dimostrare che il contagio sia avvenuto in ospedale o durante il turno di lavoro. In via precauzionale sono state comunque adottate tutte le misure di profilassi previste per il personale.
















