«Faccio i miei auguri a Decaro, perché ho scoperto che è diventato un costituzionalista». Antonella Laricchia non usa giri di parole nel commentare l’annuncio del presidente della Regione Puglia di voler modificare la legge regionale sulle nomine (e anti-trombati) che porta il suo nome. «In realtà – aggiunge – il Ministero non ha rilevato alcun profilo di incostituzionalità quando la legge è stata approvata. A stabilire se una norma è costituzionale o meno spetta solo alla Corte costituzionale».
L’ex consigliera regionale ed ex esponente del Movimento 5 Stelle attacca frontalmente il governatore, accusandolo di aver indicato «una strada ai candidati che non ha potuto accontentare. È come dire: fate ricorso, magari qualcuno la dichiara incostituzionale. Solo così si può muovere la Corte». La difesa della cosiddetta legge Laricchia sarà una delle battaglie centrali delle nuove piazze civiche che l’ex pentastellata sta contribuendo a costruire. «La prima sarà quella di Adelfia, il mio paese – spiega – e tra le tre battaglie che ogni piazza deve indicare ci sarà proprio la tutela di questa legge. Su questo mi impegnerò in prima persona insieme ai cittadini». Sul ruolo del Movimento 5 Stelle, Laricchia si mostra scettica: «Temo che farà ciò che gli conviene. Leggiamo dichiarazioni di adesione di massima, ma sempre con la porta aperta a cambiarle. È un atteggiamento che purtroppo abbiamo visto spesso negli ultimi anni».
Le dichiarazioni arrivano a margine della presentazione del manifesto di «Schierarsi», l’associazione culturale promossa a livello nazionale da Alessandro Di Battista, di cui Laricchia è una delle promotrici sul territorio pugliese. «È la seconda volta che presentiamo il manifesto – spiega – ma lo facciamo dopo la tre giorni del villaggio di Schierarsi a Bardonecchia, a cui ho partecipato, portando qui le novità, le battaglie e i progetti che l’associazione propone alle piazze».
Tra i temi al centro del manifesto ci sono il no al referendum sulla giustizia, un’iniziativa dedicata al mondo del giornalismo e dell’informazione, con particolare attenzione ai finanziamenti all’editoria, e soprattutto la volontà di riorganizzare le piazze locali per favorire incontri periodici e momenti di confronto. «La parte più operativa è proprio questa – chiarisce – riorganizzare la piazza di Bari e dedicarci anche alle battaglie locali, ascoltando sempre gli attivisti».
Un primo passo per tornare a fare politica? «Al momento no. Sono una professionista soddisfatta e una mamma impegnatissima», taglia corto. Ma il passo indietro dalle istituzioni non significa disimpegno: «Tanti cittadini mi hanno chiesto di non chiudermi in casa a fare solo la mia vita. Non è quello che ho intenzione di fare. Continuerò a battermi per il bene comune, al fianco di chi vuole impegnarsi davvero». Con «Schierarsi», Laricchia prova così a ritagliarsi un nuovo spazio pubblico, fuori dai partiti ma dentro il conflitto politico, partendo da un’idea di partecipazione che, assicura, «non ha alcuna intenzione di restare in silenzio».














