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In Puglia e Basilicata

LA CRISI

Trattori in corteo da Bari a Matera: «L’agricoltura è in ginocchio»

Trattori in corteo da Bari a Matera: «L’agricoltura è in ginocchio»

L'agricoltura protesta

Domani manifestazione Cia a Scanzano Jonico, in Basilicata: gasolio alle stelle

19 Marzo 2022

Redazione primo piano

Trattori in corteo, dalla Puglia a Matera, in difesa dell’agricoltura del Sud. Sono attesi domani mattina a Scanzano Jonico, in Basilicata, gli agricoltori provenienti da Bari, BAT, Brindisi, Foggia, Lecce e Taranto. La CIA Agricoltori Italiani protesta contro i folli rialzi che stanno affossando il comparto primario. «Manifestiamo pacificamente perché è giusto e necessario che la voce delle imprese agricole e dei lavoratori del comparto primario si levi altissima e faccia comprendere alle istituzioni il momento drammatico che stiamo vivendo», spiega Giannicola D’Amico, vicepresidente di CIA Puglia. Gli agricoltori pugliesi si uniranno a quelli lucani e ai gruppi in marcia dalla Calabria, Campania, Molise e Sicilia.

Le aziende sono schiacciate dagli effetti di una crisi epocale: costi alle stelle, redditività più che azzerata, valore dei prodotti agricoli deprezzato in modo irresponsabile. D’Amico aggiunge: «Comprendiamo la difficoltà del Governo nazionale e dell’Europa, ma è evidente che le risposte ai problemi che stanno affossando l’agricoltura tardano ad arrivare. I nostri agriturismi e le nostre comunità stanno accogliendo e aiutando il popolo ucraino in fuga dalla guerra. Le conseguenze del conflitto si stanno abbattendo anche sul mondo agricolo: difficoltà di approvvigionamento di alcune materie prime e rilevante contrazione dell’export». Intanto Confagricoltura Puglia esprime un plauso all’iniziativa annunciata dall’assessore all’agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia di promuovere una legge ad hoc con fondi regionali per far fronte alle difficoltà del settore e di attivare di nuovo la misura 21 del PSR. «Stiamo perdendo potenziale produttivo – dice Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia - e sono a rischio le nostre eccellenze. Penso alla mozzarella di Gioia del Colle o alla burrata di Andria, ai nostri formaggi tipici che se prodotti con latti provenienti da altre regioni d’Italia e dall’estero non saranno più quei prodotti di cui tutti andiamo fieri. Dobbiamo fare in modo che le aziende possano sostenere i costi di produzione, quelli energetici e l’acquisto dei mangimi. Siamo la prima regione agricola d’Italia, quella che genera più occupazione, non possiamo stare fermi. Dobbiamo coinvolgere tutti gli attori, compresa la grande distribuzione».

Fabiano Amati e Francesco Paolicelli, presidenti delle Commissioni regionali Programmazione e Attività produttive, commentano: «La guerra ha anche svelato un grave problema d’innovazione nella coltura di tutti i cereali, compreso il grano e i mangimi per allevamento animali, causando notevoli impennate dei prezzi e difficoltà d’approvvigionamento dall’estero. Il prezzo del grano è infatti aumentato nelle ultime settimane sino a 500 dollari a tonnellata e ci sono notevoli difficoltà nell’importazione di mais e soia. È urgente l’innovazione tecnologica del settore e la completa apertura alla scienza, per migliorare le colture, aumentare l’autonomia italiana, contenere i prezzi e combattere l’abbandono del suolo. Sentiremo per questo in Commissione i ricercatori del CNR. Abbiamo dunque bisogno di alta innovazione e diffusa meccanizzazione, logistica affinata, autorevole ufficio per la tutela brevettuale, analisi mediante droni dei campi, uso della microbiologia dei suoli, meteorologia e chimica degli alimenti, anche per gestire gli inquinanti e le intolleranze alimentari. Per questi motivi c’è il bisogno di programmare grandi processi d’innovazione, perché il prezzo del pane dal fornaio o il prezzo della carne dal macellaio dipendono da scelte politiche che spesso si rivelano in contrasto con gli interessi dei consumatori e con l’interesse produttivo dell’Italia e della nostra regione»

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