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In Puglia e Basilicata

Nuove tecnologie

Idea green a Potenza: acque depurate con gli insetti

Idea green a Potenza; acque depurate con gli insetti

Avviato da Egrib un progetto pilota con partner internazionali

17 Settembre 2022

Giovanna Laguardia

POTENZA - Depurare le acque reflue grazie a tecnologie completamente «bio»? Il traguardo potrebbe essere vicinissimo. È stato avviato ieri mattina a Potenza un progetto sperimentale sul depuratore della città, denominato Retreat, che prevede l’utilizzo di filtri a base di chitosano (la sostanza che forma lo scheletro esterno di molti insetti) ed argilla.

L’iniziativa, finanziata con 300mila euro nell’ambito del Po-Fesr Basilicata 2014-20, coinvolge l’Egrib, il Comune di Potenza, l’Università della Basilicata, le università di Novi Sad (Serbia), di Cluji (Romania), la regione delle Isole Eolie (Grecia), e il comune di Capusu Mare (Romania) e sarà realizzata in due anni. Ieri, giornata in cui i ricercatori hanno anche effettuato il primo sopralluogo tecnico all’impianto di depurazione cittadino, il progetto è stato presentato in una conferenza stampa che si è tenuta al palazzo della Cultura della città, alla quale hanno partecipato l’amministratore unico di Egrib, Canio Santarsiero, il dirigente Donato Larocca, il sindaco di Potenza, Mario Guarente, l'assessore regionale all’ambiente, Cosimo Latronico, docenti delle università e rappresentanti delle istituzioni coinvolte, con il supporto tecnico di Exeo Lab.

Ma in cosa consiste e che sviluppi potrà avere questa sperimentazione? «Si tratta - ha spiegato Patrizia Falabella del Dipartimento di Scienze dell’Unibas - della realizzazione di filtri naturali, ovvero di colonnine costituite da strati di chitosano, una sostanza che si lega ai metalli pesanti, assorbe gli oli ed ha proprietà antimicrobiche, e argilla». Tutto questo con l’obiettivo di sostituire in un prossimo futuro i trattamenti chimici delle acque reflue con trattamenti del tutto naturali, «realizzati imitando ciò che la natura ha già realizzato nel corso dell’evoluzione». L’utilizzo di queste tecnologie bio ha un duplice scopo: quello di ridurre la formazione di sottoprodotti non desiderati dal processo di purificazione delle acque e ridurre l’energia totale necessaria. Proprio la voce energia, infatti, è quella che pesa maggiormente sul bilancio della gestione delle acque in Basilicata.

«Il progetto - ha spiegato Santarsiero - ci permette di proiettarci verso un futuro di grande innovazione nel campo del trattamento delle acque reflue. Un passo particolarmente importante per la nostra regione, considerato che abbiamo 178 impianti di trattamento delle acque reflue». L’obiettivo finale, infatti, una volta terminata la sperimentazione, è di poter applicare la nuova tecnologia a tutti gli impianti regionali. «È un passo importante - ha sottolineato il sindaco di Potenza Mario Guarente - considerando che l’uomo ha già fin troppo abusato delle risorse naturali, sulla tutela delle quali si fa un gran parlare, ma poco agire». Anche l’assessore regionale all’Ambiente Cosimo Latronico ha sottolineato la valenza della sperimentazione messa in atto da Egrib. «Una iniziativa anche simbolica - ha detto - in vista di un efficientamento ecologico ed energetico dei nostri impianti di depurazione, che non sempre raggiungono gli obiettivi prefissati».

L’occasione è stata anche utile per ricordare gli altri progetti di miglioramento della rete idrica in atto o in programma. «Il tutto - ha aggiunto Santarsiero - nell’ambito di una serie di progetti già approvati e alcuni già finanziati da fondi regionali, dal Fondo di coesione e sviluppo e dal Pnrr, per un ammontare di oltre 130 milioni di euro, che ci consentiranno ricognizione, verifica e distrettualizzazione della rete, con l’installazione di valvole misuratrici di pressione che eviteranno sbalzi improvvisi e conseguenti rotture, oltre all’installazione di 150 mila contatori smart che consentiranno - ha concluso - di coprire l’80 per cento del territorio regionale per migliorare il servizio idrico integrato ed evitare le perdite di rete di acquedotto».

La valenza dell’iniziativa e la finalità che porta verso una transizione «green» è stata sottolineata anche dai docenti dell’Università agraria di Cluji, Adriana Criste, di Novi Sad, Dragan Radnovic, dal direttore generale delle Isole Eolie greche, Costas Scordilis, e dal sindaco di Capusu Mare, Jorge Iancu. In particolare hanno posto l’accento sulle applicazioni pratiche della nuova tecnologia e sulla conseguente riduzione dell’impatto ambientale degli impianti di depurazione.

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