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In Puglia e Basilicata

Occupazione

Basilicata, sindacati scrivono a Bardi: «Serve un piano per la crescita»

La Corte Costituzionale boccia sette leggi della Regione Basilicata

Il documento di Cgil, Cisl e Uil evidenzia la necessità di un patto per il lavoro sul quale mobilitare le risorse della nuova programmazione comunitaria 2021-2027

30 Dicembre 2020

Redazione online

POTENZA - La Basilicata, tra spopolamento ed effetti della pandemia, ha bisogno di un «Piano» per la crescita, l’ambiente e il lavoro, «e parallelamente dell’avvio di un serio confronto sul Piano strategico che inizia finalmente il suo percorso politico-istituzionale": è quanto hanno chiesto i sindacati in un documento inviato al presidente della giunta regionale, Vito Bardi.

Cgil, Cisl e Uil, nel documento, hanno evidenziato quindi la necessità di «un quadro strategico che preluda ad un patto per il lavoro sul quale mobilitare e allocare le risorse della nuova programmazione comunitaria 2021-2027, quelle del Recovery Fund e degli altri fondi europei, oltre alle rinvenienze delle royalties e di quelle nazionali, a partire dal Fondo Sviluppo e Coesione, dentro un grande piano di sviluppo. Essenziale è cogliere l’opportunità dei fondi comunitari, senza frammentare la spesa e, specie nel Sud, predisporre proposte coerenti e di portata innovativa per battere una volta per tutte le disuguaglianze e i divari che dividono il Paese e dare robustezza al sistema produttivo, occupazionale e sociale del Mezzogiorno».

Nel testo sono stati quindi indicate precise «aree di trasformazione», ovvero: l’area della promozione e della tutela della persona come parte di una comunità di lavoro, come cardine della crescita umana e collettiva e rilancio delle politiche sociali sanitarie; l’area ambientale, dei borghi,delle aree interne, della transizione energetica attraverso azioni; l’area dell’intelligenza umana nell’uso delle nuove opportunità tecnologiche verso imprese innovative, con la digitalizzazione della pubblica amministrazione lucana, anche nei suoi gangli più decentrati. «Non rimane più ulteriore tempo. Bisogna dominare l'emergenza della crisi - hanno concluso i sindacati - con una rilevante azione politico-amministrativa della Regione di alto profilo e a sostegno di un nuovo modello di sviluppo». 

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