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L'intervista

Potenza, stop alle discariche: l’Acta è un’azienda 4.0

L’amministratore unico Roberto Spera fa il bilancio del suo mandato

Roberto Spera

POTENZA - Da azienda che si occupava solo di raccolta e smaltimento rifiuti, igiene urbana e servizio neve a multiutility. In quattro anni l’Acta, l’azienda in house del Comune di Potenza, ha davvero cambiato volto. E con la presentazione del bilancio scadrà il mandato di Roberto Spera, amministratore unico dell’Acta. È fissata al 26 maggio (la data iniziale era prevista il 30 aprile, poi slittata per il Decreto salva Italia) la convocazione dell’amministratore unico per la presentazione del terzo bilancio al collegio sindacale e al collegio dei revisori conti. E entro 30 giorni è prevista l’approvazione.
Insediato il 26 luglio 2016, sotto la Giunta De Luca è rimasto n sella anche con la Giunta Guarente, traghettando la nuova amministrazione verso nuove sfide tese a portare a compimento l’avvio della raccolta differenziata.

Ora che si appresta a tirare le somme come è andata?

«Per tracciare un bilancio l’aspetto fondamentale è il fatturato: era di 9,9 milioni di euro e ora è arrivato a circa 16 milioni».

E per continuare a parlare di numeri, parliamo di quelli della raccolta differenziata?

«Siamo passati dal 25,71% del 2016 al 64,32% del 2019, passando da 20,7 milioni di tonnellate di rifiuti conferiti in discarica a 9,1 milioni di kg del 2019. Con picchi fino al 67%».

La raccolta differenziata nasce con la giunta De Luca ma andando avanti come cambia?

«Prima tutto era gestito solo a livello tecnico; poi andando avanti il servizio è stato rimodulato in funzione delle nuove esigenze e delle nuove tecnologie. Il Piano di raccolta rifiuti ha subito tantissime innovazioni, che hanno portato prima di tutto a superare la criticità rappresentata dal fatto di non avere contezza precisa sulla quantità di rifiuti raccolti».

Un passaggio importante per la realizzazione di nuovi progetti.

«Si va verso il ciclo integrato dei rifiuti per proiettare la città di Potenza ai vertici nazionali per quanto riguarda l’economia circolare. Oltre a far partire la misurazione puntuale dei rifiuti, si è realizzato anche un nuovo centro di raccolta e, spero prima della fine del mio mandato, o comunque entro l’estate, di inaugurare lo sportello unico dell’Acta in piazza XVIII Agosto».

Un mandato, insomma, contrassegnato da grandi cambiamenti: dall’avvio della raccolta differenziata al nuovo assetto societario e di core business.

«La raccolta differenziata ha portato a uno straordinario cambiamento perché ha proiettato l’azienda verso nuove sfide facendola diventare una multiutility. Oggi l’Acta gestisce anche i rapporti con le discariche, il servizio di pulizia e manutenzione degli edifici e degli stabili, nonché il servizio di sorveglianza di impianti sportivi comunali e bagni pubblici, la gestione dei parcheggi a raso e l’incasso della tariffa corrispettiva».

Un capitolo delicato questo dei parcheggi?

«Ritornare a questo servizio a pagamento che rispetta la legalità è stato un segno di civiltà. Anche se ora dovremmo metter in campo l’innovazione e orientarci verso il pagamento via app».

La strada della multiutility ha portato quindi ad allargare il ventaglio dei servizi?

«È stata una scelta della proprietà, il Comune di Potenza, se l’Acta, nella fase sperimentale della raccolta differenziata ha dimostrato di essere più economica. Un passo importante è stato quello di dare certezze e garanzie, con la stabilizzazione del personale addetto alle pulizie. Sono aumentati da 123 unità all’arrivo a 178».

Ma secondo lei è cambiata anche l’immagine dell’Acta?

«C’era una netta percezione che in Acta non si lavorava, ma in questi tre anni e mezzo è cambiata. I lavoratori hanno riacquistato dignità e quell’immagine che non avevano più. E ora, soprattutto in emergenza, hanno dimostrato di essere all’altezza. Sono maturati tantissimo. Vorrei ringraziarli per il reale sacrificio, anche loro non sono eroi, ma hanno fatto il loro dovere».

E com’è la situazione del personale a livello amministrativo?

«Avremmo bisogno di un direttore amministrativo e di un direttore tecnico, ci sono stati pensionamenti, e ora servono ulteriori risorse. Il primo obiettivo del nuovo piano industriale per questo sarà proprio la rivisitazione della pianta organica».

Insomma sta pensando a un’Acta 4.0?

«Questo è solo un embrione. Nel mio immaginario vedo un’azienda proiettata al 4.0 proprio con un nuovo piano industriale che nella pianta organica si apra a nuove figure professionali. Penso a un’azienda che smetta di preoccuparsi direttamente della parte tecnica, ma lo faccia solo a livello di supervisione e gestione».

In questa direzione il bando di circa 1 milione e mezzo, appena scaduto, per l’affidamento del servizio di conferimento della frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata dei rifiuti urbani del Comune di Potenza e da sfalci di potature?

«Certo affiderei all’esterno dell’azienda tutti gli aspetti tecnici, ma al suo interno porterei giovani universitari e professionisti in grado di progettare un futuro nell’ottica della costruzione e della gestione di impianti di produzione di energia sostenibile».

In sostanza punta a proiettare l’azienda oltre i confini territoriali?

«Penso a un’azienda extra-cittadina e regionale che demandi la parte puramente tecnica di raccolta ad aziende satellite. Insomma, senza giri di parole, penso a un’azienda sul modello Hera. E per la mia conoscenza del settore è l’unica strada percorribile e bisogna farlo in fretta con conoscenza e competenza. Il mondo dei rifiuti non è per tutti».

Il sindaco Guarente ha dichiarato che vuole fare di Potenza un Comune a rifiuti zero, il primo in Europa? Un obiettivo ambizioso, ma a che punto siamo?

«Un obiettivo ambizioso ma raggiungibile. Ma per fare questo serve l’impiantistica: un impianto per il trattamento della Forsu (Frazione organica residua solidi urbani) e un impianto per la gestione dell’indifferenziata. Bisogna dire stop alle discariche. Dall’indifferenziata si può recuperare energia. I rifiuti vanno trattati».

Ovviamente parla di impianti di una dimensione regionale, ma come la mettiamo con il Piano regionale dei rifiuti?

«Porte aperte e grande disponibilità da parte della Regione. L’impianto di gestione della Forsu presso il depuratore a Vaglio Scalo dell’Acquedotto è già in campo e partirà a breve. Positivo il confronto avviato con l’assessore regionale all’Ambiente. Ma c’è ancora tanta strada da fare».

Qual è stato il punto di forza del suo mandato?

«Passare da raccolta differenziata, a 2.0 e per arrivare alla 4.0 e all’economia circolare. Questo per quanto attiene all’aspetto tecnico. Per quello aziendale sono orgoglioso di essere alla guida di un’azienda che oggi è un’azienda vera».

Raccolta differenziata: tolleranza zero. È possibile?

«In questi anni ho collezionato 350 mila foto di postazioni abbandoni, scempi, ma anche servizi effettuati, operazioni messe in campo. Certo il servizio si può migliorare, ma cominciamo a fare le persone civili. Non permettiamo a quei pochi di danneggiare il nostro ambiente. Ringrazio davvero quella parte della città che ha creduto in maniera seria alla differenziata. Guai a indietreggiare. Diamo una prova di civiltà e diventiamo guardiani della nostra città».

Ha un rammarico?

«Non aver fatto di più per poter avviare i processi di realizzazione degli impianti. È l’unica strada possibile».

I progetti realizzati che le sono particolarmente a cuore?

«Il progetto migranti che ha consentito di bonificare aree della città. Candidato al Governo e finanziato dallo Stato ora potrà ripartire. Ma anche i progetti per i redditi minimi in cambio di lavoro che dovrebbero ripartire entro il 30 giugno. La Regione è in attesa di indicazioni dopo il Covid-19. Progetti che mi auguro possano continuare in futuro. Ma il fiore all’occhiello dal punto di vista tecnico sono le eco-station, che hanno visto esportare in tutta Italia oltre 3 milioni bottigliette di plastica in poco più di 8 mesi. Un progetto pubblico unico in Italia con scontistica e accumulo punti».

E anche qui un futuro 4.0?

«Stiamo ipotizzando un abbinamento con le card con accrediti direttamente sul ruolo del cittadino».

Insomma lei guarda avanti, non considera finita la sua esperienza in Acta?

«Ho dato la mia disponibilità al sindaco Guarente per un nuovo mandato».

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