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Brindisi di Montagna, resta chiuso il Parco della Grancia

Un'altra estate senza «La storia bandita»: centinaia di richieste per visitare la location, ma non si scioglie il nodo della gestione

Brindisi di Montagna, resta chiuso il Parco della Grancia

Migliaia di richieste. La stessa risposta: stiamo provvedendo per aprire al più presto. Erano contatti di primavera e si guardava all’estate con fiducia. La bella stagione è ormai finita e siamo ancora al punto di partenza. Si continua a parlare di prossima apertura, ma il Parco della Grancia di Brindisi di Montagna, la location del cinespettacolo «La storia bandita» sulla storia del brigantaggio, che ha richiamato in questi anni un vasto pubblico soprattutto dalla Puglia, resta chiuso. Ogni edizione ci si è spinti sempre più in là nella stagione, «bruciando» la possibilità di tenere aperto il parco già a partire da maggio-giugno. Questa volta si è andati decisamente oltre. La Grancia è rimasta inaccessibile per tutta l’estate nonostante le promesse di un’imminente fruibilità. E, a maggior ragione, resterà chiusa durante l’inverno che da queste parti è particolarmente rigido: l’area non sarebbe certo lo sfondo ideale per pic-nic e spettacoli all’aperto.

Ma cosa ha impedito al parco di aprire le sue porte? Il Consorzio Eti-Eccellenze Turistiche Italiane, che ha vinto un bando per la gestione della zona, non può formalizzare il contratto con il Comune di Brindisi di Montagna perché la Grancia non è libera da residenti, come esplicitava l’avviso pubblico. Non è un dettaglio di poco conto: al Consorzio si chiede di fare degli investimenti milionari e di garantire sui beni presenti nel parco: «Ma come facciamo - chiede Nicola Manfredelli, presidente del Consorzio - ad assumerci la responsabilità di beni e immobili con persone che risiedono nel parco?». Del caso si occupò la «Gazzetta» lo scorso 3 agosto, chiamando in causa tutti i soggetti interessati. Sembrava che la questione fosse in procinto di essere risolta, al punto che lo stesso Manfredelli si spinse a prevedere un’apertura il 15 agosto. Della serie: meglio tardi che mai. Un traguardo indicato anche dal sindaco di Brindisi di Montagna, Gerardo Larocca: «Il problema delle presenze all’interno dell’area è in via di risoluzione. Firmeremo - disse il primo cittadino - in questi giorni un contratto con il Consorzio che prevede ovviamente delle riserve sull’aspetto che riguarda gli investimenti. In questo modo potremo finalmente partire».
Niente da fare. Il contratto non è stato ancora firmato. «Non c’erano le condizioni per farlo - sottolinea Manfredelli - e siamo ancora in attesa che la Regione convochi un tavolo per fare il punto della situazione, magari in vista del prossimo anno quando sarà il ventennale del cinespettacolo».

Sperando che, nel frattempo, si risolva il problema degli abusivi. E si sciolgano altri «nodi» venuti al pettine: scavando tra le carte e le autorizzazioni si è scoperto che non è mai stato fatto un accatastamento delle strutture presenti nel parco, incombenza che tocca alla Regione Basilicata, in quanto ente proprietario. Insomma, occorre inventariare tutto quello che c’è all’interno della Grancia per fare chiarezza sulle proprietà e sulle competenze.

Evidentemente, in questi vent’anni di «La storia bandita», il concetto di «terra senza regole» idealizzato dai briganti è stato preso alla lettera da chi ha gestito il parco e da chi doveva controllare.

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