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Potenza, Petrolgate uno scudo contro la prescrizione

La Pm Triassi chiede lo stralcio dei filoni Eni e Total

tempa rossa

POTENZA - Pericolo prescrizione per il processo «Petrolgate» e il pubblico ministero lancia la richiesta per ridurre i tempi processuali: trattare separatamente il filone Eni e il filone Tempa Rossa. Una novità importante e fondamentale sia per l’accusa sia per la difesa, sulla quale il collegio giudicante scioglierà la riserva durante la prossima udienza fissata per il 30 gennaio. Colpo di scena, dunque, ieri nel procedimento sulle estrazioni di petrolio in Basilicata. Il pm Laura Triassi ha chiesto lo stralcio dei due filoni fino ad ora trattati unitariamente in un unico dibattimento. Secondo la magistrata, i due tronconi trattano reati di diversa natura e la separazione è indispensabile per scongiurare il rischio della prescrizione. Un rischio sempre più concreto a causa del grande numero di testimoni previsti, e che, come ha detto la Triassi durante l’udienza, si tradurrebbe in una grande sconfitta per l’amministrazione della giustizia. La proposta ha trovato il favore degli avvocati di parte civile, mentre i legali della difesa si sono opposti. Il presidente del collegio, Rosario Baglioni, si è riservato di valutare la richiesta e comunicare la sua decisione nella prossima udienza fissata per il 30 gennaio. Il filone Eni riguarda il presunto traffico illecito di rifiuti al Centro olio di Viggiano, il filone Tempa Rossa, invece, è incentrato sull’ipotesi di assunzioni pilotate nell’impianto di Corleto Perticara. Dopo la discussione sulla proposta del pm l’udienza è proseguita con la testimonianza di Nazareno Santilli, consulente tecnico della Procura. L’ingegnere ha illustrato la sua perizia sul sistema di emissioni di gas al Centro olio di Viggiano.

Il processo si è aperto il 6 novembre del 2017 dopo che il gup di Potenza aveva rinviato a giudizio 47 persone e 10 società. L’inchiesta portata avanti già da alcuni anni dagli inquirenti potentini deflagra il 31 marzo del 2016 con cinque arresti domiciliari e la sospensione delle attività al Centro olio di Viggiano. L’inchiesta riguarda lo smaltimento degli scarti di produzione del Centro olio di Viggiano e i lavori per la realizzazione del Centro olio della Total, a Corleto Perticara, in particolare per presunti scambi tra assunzioni e autorizzazioni da parte dell’amministrazione comunale precedente a quella attualmente in carica. Nel fascicolo è confluito pure il memoriale dell’ingegnere Gianluca Griffa, l’ex responsabile del Cova di Viggiano, morto suicida in circostanze misteriose nel 2013. Nel manoscritto il 38enne ingegnere parlava di perdite dai serbatoi già nel 2012, vale a dire cinque anni prima dello sversamento di 400 tonnellate di greggio verificatosi nel mese di febbraio del 2017. Nell’udienza che si è tenuta il 5 dicembre scorso uno dei consulenti della Procura, il prof Mauro Sanna, ha spiegato come i rifiuti pericolosi sarebbero stati «mutati» in non pericolosi e finivano nel sottosuolo. 

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