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I dati

Basilicata: uomini meno violenti d'Italia, ma più possessivi

Le lucane che hanno subito violenza sono il 23,7% contro il 31,5% della media nazionale

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Dire che siamo un paradiso per le donne è impossibile, perché anche un solo caso sarebbe comunque troppo, ma la Basilicata è la regione italiana con la minore incidenza di casi di violenza fisica e sessuale sulle donne.
Il dato arriva dal quadro informativo integrato sulla violenza contro le donne in Italia realizzato dall’Istituto nazionale di statistica e dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio pubblicato nei giorni scorsi mettendo a sistema tutti i dati raccolti in una serie di anni.


Un primato nazionale - Ebbene, stando ai dati dell’Istat (aggiornamento 2014) le donne lucane di età compresa tra i 16 e i 70 anni che nel corso della propria vita hanno subito violenza fisica o sessuale dal partner o da un non partner sono il 23,7% del totale, un percentuale altissima, stiamo parlando di una donna su quattro, ma sensibilmente inferiore alla media nazionale il cui indice è del 31,5 per cento. E in questa media nazionale ci collochiamo al primo posto con la percentuale più bassa tra le regioni, seguiti dalla Sicilia, a 23,9 e a una distanza, fortunatamente, siderale da regioni come il Lazio, (39,2%), la Liguria (37,6%) Lazio, l'Emilia e la Toscana (33,6).
Nel dettaglio, manteniamo il primato sia per quel che riguarda la violenza fisica che per quella sessuale. Nel primo caso (violenza fisica) dichiarano di averla subita 13,6 donne lucane su cento (contro una media nazionale del 20,2 e picchi del 26,7% nella Liguria), mentre quanto alla violenza sessuale le donne lucane che ne sono rimaste vittima nel corso della vita sono il 15,1% contro il 21% di media nazionale e il 26,6 di record negativo del Lazio.


Segnali di peggioramento - La situazione però non deve lasciare tranquilli. Anche perché la tendenza ha fattori di preoccupazione, Se, infatti, si considera la condizione del solo ultimo anno considerato, il dato lucano peggiora. Il 3,8% delle donne lucane hanno subito violenza fisica o sessuale nell’arco dei 365 giorni (4,5% il dato nazionale), e scivoliamo al quarto posto dopo Valle d’Aosta (1,6%), Calabria (3,2%) e Marche (3,7) peggiorando in particolare sul versante della violenza sessuale, che nel dato lucano rappresenta un 2,4%, più alto del dato medio nazionale del 2,2, facendo scivolare la regione in 12esima posizione nella graduatoria nazionale. Sul versante della violenza fisica, invece, il dato lucano dei 12 mesi è dell’1,5% (il nazionale è 2,7%) secondi per un incollatura dietro la «mite» Val d’Aosta (1,4%).


Il senso del possesso - Come detto in principio, il fatto che non ci sia violenza fisica o sessuale non vuol dire che per le donne la Basilicata è rose e fiori. Anche perché la situazione muta se si considerano quei comportamenti che sono tipici della «possessività». Sul fronte della svalorizzazione e della violenza verbale da parte del partner dichiarano di averla subita 11,9 donne su 100, esattamente come la media nazionale, che ci pone al 13 posto tra le regioni, mentre va peggio per le pretese di controllo dal partner che in Basilicata avrebbero subito 12,5 donne ogni 100 (media nazionale 12,4) e ancora una volta siamo tredicesimi, e ancor di più per uomini che relegano la propria compagna all’isolamento, fenomeno che interessa 14,2 donne lucane ogni 100 (media nazionale 13%) scivolando al 18esimo posto nella penisola tra regioni e province autonome. Un senso del possesso che, però, non viene esercitato prevalentemente come violenza economica (privare le donne dei mezzi necessari) o intimidazione. Per il primo aspetto la percentuale lucana è del 4,1% contro la media nazionale del 4,6 (e siamo ottavi nella graduatoria nazionale), mentre sul fronte delle intimidazioni il 7,3% di casi lucani è il terzo numero più basso tra le regioni a fronte di un 8,7% di media nazionale.


La crescita dello stalking - Altro fenomeno preoccupante è la tendenza alla crescita dei casi di stalking che in Basilicata risulta ancora più basso che nella media Paese (con, nel 2016, ogni 100mila residenti 1,4 condanne irrevocabili tra i lucani contro le 2,64 nazionali) ma con identico trend al rialzo. Nel 2010, sempre in Basilicata, le condanne erano appena 0,17, l’anno dopo 0,35, il 2012 0,87, stessa percentuale nel 2013, poi il 20141,03 e il 2015 1,22.
A leggere il fenomeno dalla parte delle vittime sono interessati frequenza e durata con cui le donne lucane patiscono lo stalking. Per il 32,3% delle vittime i fenomeni durano più di un anno (la media nazionale è del 20,4) e siamo secondi solo ai Toscani (32,4). Per un altro 20,7% delle vittima si va da 6 mesi a un anno (nazionale 12,9) e siamo ancora secondi ma dopo il Lazio, ma è nella somma di questi «stalking di lunga durata» che abbiamo il triste primato con il 53% di casi contro il 33,3% nazionale e il 52,9 del secondo classificato Lazio.
Stesse posizioni da vergogna per quel che riguarda la frequenza dei casi. Le vittime lucane di stalking che subiscono queste persecuzioni quotidianamente o più volte alla settimana sono l’86,2% contro il 70,3% di media nazionale e, tra le regioni siamo terzi dopo l’«inferno», campano (94,4%) e il Trentino (88,6).

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