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Melfi pronta a produrre i modelli alta gamma Fca

Secondo indiscrezioni l'azienda dal primo giugno sposterebbe all’estero la produzione di vetture del segmento B. Un cambiamento per lo stabilimento di Melfi che non farebbe più la Punto

I sindacati lucani, in realtà, non sono più di tanto preoccupati

stabilimento Fca Melfi

MELFI (Potenza) - La Fiat Chrysler Automobiles potrebbe produrre in Italia unicamente auto di fascia alta, spostando all’estero le vetture del segmento B. Questo, secondo alcune indiscrezioni di stampa su quello che il primo giugno, l’amministratore delegato della Fca, Sergio Marchionne riferirà al momento della presentazione del piano industriale del gruppo. Ci saranno ripercussioni negative in Basilicata? I sindacati lucani, in realtà, non sono più di tanto preoccupati.

«Bisognerà vedere, al di là degli annunci - commenta Roberto D’Andrea, segretario della Fiom-Cgil della Basilicata - dopo il primo giugno cosa effettivamente succederà dal punto di vista della produzione negli stabilimenti italiani. Per Melfi, se la Punto non dovesse essere sostituita da un’auto in grado di raggiungere gli stessi numeri, rischiamo di dover ricorrere a soluzioni tampone che salvaguardino i lavoratori, come ad esempio gli ammortizzatori sociali. Dopo il primo di giugno, per questo motivo - annuncia il sindacalista - la Fiom lucana chiederà un incontro all’azienda per capire le ricadute del nuovo piano industriale sullo stabilimento di Melfi, per il quale lavorano - ricorda D’Andrea - oltre che gli ottomila lavoratori diretti, anche i tremila dell’indotto, alcune centinaia dei quali con contratti di somministrazione in scadenza e i circa mille operai del sequenziamento».

«Eravamo già convinti - sostiene Pasquale Capocasale, segretario regionale della Fismic - che la soluzione non potesse passare attraverso auto di piccolo segmento, per effetto dei costi: lo abbiamo visto con la Panda sullo stabilimento di Pomigliano. A Melfi dovranno essere prodotti modelli medio-alti e vetture che non subiscano troppo lo stress del mercato: è questa la strada maestra da intraprendere per avere la piena occupazione. Ad oggi, comunque, la Jeep e le 500 X non corrono alcun rischio». «Ormai è da tempo - evidenzia Marco Lomio, leader della Uilm-Uil lucana - che la Fiat ha scelto di produrre auto di alta gamma: è chiaro che per lo stabilimento di Melfi la perdita della Punto al momento può sembrare un problema, ma ritengo che grazie alla professionalità dei lavoratori di Melfi, all’alta flessibilità che abbiamo creato nello stabilimento e alla qualità del prodotto, il primo giugno, al momento della presentazione del piano industriale, ci saranno per noi novità positive. Bisogna solo attendere con fiducia, ed allo stesso tempo continuare a sostenere che Melfi abbia diritto ad un nuovo modello, che potrebbe essere una Jeep con tecnologie più avanzate».

«Già tre anni fa - interviene il segretario regionale della Fim-Cisl, Gerardo Evangelista - avevamo evidenziato la necessità di individuare con largo anticipo una nuova vettura in sostituzione della Punto. Subito dopo il discorso di Marchionne del primo giugno, bisognerà avviare un percorso con l’azienda per attraversare la fase di transizione dopo lo stop, entro settembre, della produzione del vecchio modello. Concentrare in Italia la produzione dei segmenti Premium di Fca - conclude - è comunque una straordinaria opportunità anche per Melfi, pensando ad un altro modello Jeep da realizzare sulla linea della Punto».

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