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La Basilicata stoppa
i rifiuti di fuori regione

Riguarda gli speciali. Premi e sostegno ai comuni che riciclano

La Basilicata stoppa i rifiuti di fuori regione

di Antonella Inciso

Non ci saranno più camion e autoarticolati che percorreranno le strade lucane per conferire rifiuti speciali e indifferenziati provenienti da fuori regione. La Basilicata dice basta. La Regione chiude definitivamente quella fase per aprirne un’altra. Le nuove regole sono contenute nel Disegno di legge sui rifiuti che la Regione ha approvato ieri in Terza Commissione e che discuterà, a breve, in Consiglio regionale. Dopo mesi di attesa, dopo discussioni accese e pressanti scontri, ad essere chiuso è uno dei capitoli più complessi affrontati dal governo regionale. Questo perché il nuovo Piano prevede regole più stringenti e dettagliate in materie. Partendo dall’assunto di voler ridurre «al massimo la quantità di rifiuti urbano non inviato al riciclaggio» raggiungendo, nel contempo, «l’obiettivo di autosufficienza per l’impiantistica di trattamento e recupero per i rifiuti urbani e speciali».

E tra le novità c’è proprio lo stop ad accogliere rifiuti speciali provenienti da fuori regione. «Per le attività di smaltimento, trattamento e recupero di rifiuti speciali e dei rifiuti provenienti da raccolta differenziata - viene sottolineato nella legge - viene considerato l’impianto idoneo più vicino al luogo di produzione o raccolta, al fine di ridurre i movimenti degli stessi, tenendo conto del contesto geografico o della necessità di impianti specializzati per determinati tipi di rifiuti».

Ma non solo. Nelle nuove norme vengono anche previste «misure di sostegno insieme ad un sistema di premialità per quei comuni che contribuiscono a conseguire gli obiettivi ed i target stabiliti». Insomma, soldi in più per quelle amministrazioni che riducono il materiale presente in discarica ed incrementano la differenziata. Questo con l’intento che «entro l’anno 2020 l’effettivo riciclo sia pari al 50 per cento delle componenti carta, cartone, plastica, metalli, vetro, legno, frazione organica dei rifiuti urbani e assimilati».

Stop a rifiuti speciali da fuori, dunque, ma anche freno a nuovi impianti, considerato che la «localizzazione di nuovi impianti - di competenza della Province - è subordinata alla verifica della possibilità del potenziamento, della ristrutturazione o della riconversione di quelli già esistenti, al fine di evitare il consumo di nuovo suolo ed i relativi impatti su ambiente e territorio». Come dire che prima di costruire nuove discariche o impianti bisogna ristrutturare quelli vecchi.

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