Domenica 15 Marzo 2026 | 12:35

«I baresi? Preoccupati, ma partono lo stesso»: tra Dubai e Doha, così le agenzie di viaggio affrontano la crisi per la guerra

«I baresi? Preoccupati, ma partono lo stesso»: tra Dubai e Doha, così le agenzie di viaggio affrontano la crisi per la guerra

«I baresi? Preoccupati, ma partono lo stesso»: tra Dubai e Doha, così le agenzie di viaggio affrontano la crisi per la guerra

 
Carmen Palma

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Carmen Palma

«I baresi? Preoccupati, ma partono»: tra Dubai e Doha, così le agenzie di viaggio stanno affrontando la crisi per la guerra

C'è chi permette cancellazioni fino a fine marzo, chi di convertire i viaggi in tour verso altre destinazioni. I dati nazionali parlano al momento di perdite consistenti, con l'arrivo dell'estate è ancora tutto da vedere

Domenica 15 Marzo 2026, 10:51

11:01

Oltre 222 milioni di euro perduti. I dati allarmanti dell'Osservatorio Fiavet Confcommercio si riferiscono al mancato fatturato delle agenzie di viaggio in Italia dopo lo scoppio della guerra in Iran, tra preoccupazioni e incertezze. La situazione è ovviamente critica per gli Emirati Arabi e il Qatar, destinazioni turistiche ma anche hub fondamentali per i collegamenti intercontinentali: una reazione a catena, dunque, che si traduce in perdite stimate di 38mila euro in media per agenzia.

Per questo, le agenzie di viaggio cercano di far fronte all'emergenza in diversi modi. Anche quelle baresi. «A chi doveva partire per quelle destinazioni, abbiamo dato la possibilità di convertire il viaggio in un altro tour in una destinazione a loro piacimento - spiegano da Andrea Vento Viaggi, in via Nicola De Giosa -. Su altre zone stiamo lavorando tranquillamente, anzi, la richiesta è aumentata. Ma sicuramente i clienti sono preoccupati e sentono il bisogno di essere rassicurati. Cerchiamo di far capire loro che il conflitto è circoscritto in una determinata zona. Certo, ci sono i voli con scalo a Dubai o Doha, in questo periodo fortunatamente non avevamo tour di gruppo organizzati con transito lì quindi non abbiamo avuto ripercussioni, per l'estate invece sì. Però adesso è presto per prendere una decisione».

«Ora tutti i tour operator permettono di cancellare le vacanze fino a fine marzo - spiega invece Gianpiero Nanna dell'agenzia viaggi LaCapaGira, a Casamassima -. In questo momento delicato ovviamente nessuno sta prenotando vacanze verso l'Oriente per l'estate o mesi successivi, e da noi già da fine febbraio si è registrato un calo generale delle prenotazioni rispetto a questo stesso periodo nel 2025. Il problema, però, è che la paura e la prudenza generale si allargano a macchia d'olio anche per destinazioni più o meno vicine non interessate dal conflitto. Avevamo famiglie in partenza per il Mar Rosso a fine mese che non sapevano più se partire, abbiamo dovuto tranquillizzarli e alla fine li abbiamo convinti a mettersi in viaggio»

Il calo, spiega Nanna, è legato anche agli aumenti dei prezzi, in particolare quelli dei voli. Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente e l'impennata dei prezzi del petrolio, infatti, si fanno sentire anche sulle compagnie aeree internazionali che in questi giorni hanno annunciato un aumento dei biglietti, con un rincaro della componente carburante. Il prezzo medio mondiale del carburante per aerei ha raggiunto lunedì i 173,91 dollari al barile, secondo l'indice di riferimento Platts, quasi il doppio rispetto ai livelli di gennaio e ben al di sopra del prezzo del petrolio greggio.

«In generale, però, è difficile fare previsioni da qui a lungo termine - conclude Nanna. - Le stesse compagnie seguono l'andamento della situazione e decidono man mano». Lo conferma anche Chiara, una dei tanti viaggiatori che quest'anno aveva programmato le sue vacanze proprio a Dubai, nelle ultime settimane teatro di attacchi di missili e droni: «Sarei dovuta partire a maggio con il mio fidanzato - spiega -, avevamo programmato le vacanze lo scorso anno e avevamo acquistato il volo con Ita Airways. Con questo clima non ce la sentiamo. Ma al momento la compagnia ci ha riferito che il volo resta programmato e che stanno prendendo decisioni di settimana in settimana: se ora volessimo cancellare, dunque, non otterremmo alcun rimborso. Dobbiamo sperare ce lo cancellino loro».

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