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Al porto di Manhattan

New York, nell'opera di Yoko Ono sui migranti c'è una frase in salentino

«La muttura infinita del mare»,in cui «muttura» significa «umidità», è la frase in dialetto che campeggia nell'installazione

New York, nell'opera di Yoko Ono sui migranti c'è una frase in salentino

Una frase in dialetto salentino campeggia su un’opera di Yoko Ono. Da qualche giorno la citazione «La muttura infinita del mare» in cui muttura significa «umidità appiccicosa» si trova sul remo di una barca che costituisce l’opera «Add Color (Refugee Boat)» dell’artista giapponese a Manhattan. Si tratta di un’opera in fieri e condivisa, per sensibilizzare le persone sul tema delle migrazioni. A disposizione dei visitatori ci sono pennelli e delle tinte bianche e blu - i colori del mare - affinché, come spiega la stessa Yoko Ono su Twitter, i visitatori della mostra aggiungano «speranze e convinzioni alla barca in modo che sia creata una riflessione da parte di tutti noi».

L’opera si trova al porto di Manhattan, che un tempo era uno scalo per i migranti: inizialmente la stanza era interamente bianca, ognuno ci ha messo del suo e per questo vi si leggono scritte come «lavoriamo insieme» oppure «saremo liberi» o ancora «la vita dei neri conta», uno slogan che affonda le sue radici negli anni ‘70 e che è tornato in auge grazie alla serie televisiva Orange Is the New Black.

«La muttura infinita del mare» che qualcuno ha scritto sul remo ha invece una genesi interessante: è la citazione di una pagina satirica tutta salentina, «Poesiole per un mondo peggiore» su Facebook. La fanpage - che fa capo a un sedicente insegnante di materie scientifiche, dapprima precario a Vercelli, oggi a Maglie in provincia di Lecce con una figlia - è una divertentissima galleria che esplora la salentinità con un pizzico di connotazioni culturali elevate.

In un vecchio post, lo stesso autore si definiva «un polemico, rispettoso solo delle idee e della poesia, quella vera, non la me**a che scrivo qua sopra», annoverando tra i veri poeti proprio un suo conterraneo, Salvatore Toma. Nelle ultime settimane, la fanpage ha attirato moltissimo le simpatie dei cinefili, grazie a dei meme ispirati a film di culto come Uccellacci e Uccellini di Pier Paolo Pasolini, Il posto delle fragole di Ingmar Bergman o ancora Brian di Nazareth dei Monty Python.

«Poesiole per un mondo peggiore» esiste dal 2013, da quando il suo autore ha iniziato a dedicare versi che fossero parzialmente in dialetto e parzialmente in italiano alle materie più disparate, da Laura Palmer a una farmacia dell’entroterra idruntino, fino a un’osteria della provincia di Lecce specializzata in pezzetti di cavallo. La «poesiola» che ora si può leggere sull’opera condivisa di Yoko Ono recita: «Nell’aria c’eri tu e la muttura infinita del mare», una satira ermetica sulla situazione di ciò che viene definita poesia e che invece non lo è. Non ci si lasci ingannare però da ciò che appare serio e non è: le «poesiole» rappresentano uno spassoso ed esilarante susseguirsi di luoghi comuni pugliesi, tra cognomi tipici - non a caso il motto della pagina è «Potere ai Papuli» - immagini da cartolina abusate nella loro suggestione, come la cava di bauxite a Otranto, luoghi e fatti in cui riconoscersi nella propria paesana identità.

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