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Carenza posti letto

Policoro, malati a Medicina
ricoverati sulle barelle

Policoro, malati a Medicinaricoverati sulle barelle

29 Gennaio 2017

FILIPPO MELE

POLICORO - «A Nola i malati in Pronto soccorso venivano curati sul pavimento mentre qui da noi almeno in dieci al giorno nel reparto di medicina interna sono costretti in barella». Lo ha denunciato Maria Antonietta Tarsia, segretaria regionale di Cittadinanzattiva, in una lettera aperta inviata, tra gli altri, al presidente della Regione, Marcello Pittella, ed al direttore generale della Asm, Pietro Quinto. Nella nota l’esponente del movimento di volontariato ha segnalato come «le difficoltà in cui versa il Servizio sanitario pubblico appaiano sempre più gravi. La carenza di posti letto si va diffondendo. Tanto che dalla citata unità operativa del nosocomio jonico sono anche molti i ricoverati che vengono spostati in reparti diversi da quelli attinenti alla loro malattia. E ciò determina gravissimi disagi per pazienti e familiari».

Ma ci sarebbe di più: «Alla carenza dei posti letto si aggiunge la non buona abitudine di prolungare ricoveri non per praticare attività curative ma per tenere l’infermo in sosta in attesa di recarsi in altre strutture. È una abitudine che non più tollerabile perché danneggia altri pazienti con ripercussioni sull’intero servizio. Un tale stato di cose determina permanente tensione anche nel rapporto tra i familiari dei degenti e i medici che non sempre hanno risposte alle richieste riguardanti la salute dei loro congiunti». Che fare? Nella sua “lettera aperta” Tarsia ha chiesto di adottare due provvedimenti: «Il primo riguarda il necessario adeguamento dei posti letto. Il secondo provvedimento deve riguardare la durata delle degenze soprattutto con riferimento al fatto che non è possibile mantenere in situazione di ricovero pazienti che devono essere trasferiti altrove. Su tale ultima circostanza la Direzione sanitaria dovrà valutare se la durata di alcuni ricoveri, che sembra essere mediamente più lunga rispetto a quella di altre strutture, sia giustificata o meno.

In tal caso dovranno essere adottati i provvedimenti più idonei al fine di riportare le attività entro i limiti della normalità ed eventualmente evidenziare alle autorità competenti fatti e circostanze che potrebbero integrare episodi ed elementi di danno erariale». È tutto? No. «Per ultimo – ha concluso Cittadinanzattiva – va evidenziata l’insufficienza del personale che da tempo opera in carenza di organico e ciò con grande disagio degli infermi e dei lavoratori».

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