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Marconia, turiste inglesi violentate: c'è un ottavo indagato

All’incidente probatorio parteciperanno anche le due ragazzine inglesi (una delle quali di origini lucane) che dovrebbero testimoniare davanti al gip Angelo Onorati, alla pm Annafranca Ventricelli e agli avvocati della difesa

Marconia, turiste inglesi stuprate: gip rigetta ricorso, in 4 restano in carcere

foto Genovese

MATERA - Riconosciuto su un social network e poi denunciato da una delle due ragazzine inglesi violentate, un altro giovane di Pisticci (Matera), è diventato l’ottavo indagato per lo stupro di gruppo che sarebbe stato commesso in una villa alla periferia della frazione di Marconia la notte tra il 7 e l’8 settembre scorso. E proprio la nuova iscrizione nel registro degli indagati è alla base delle decisione del gip di Matera Angelo Onorati di rinviare di una settimana l’incidente probatorio che si sarebbero dovuto svolgere stamani nel Palazzo di giustizia della Città dei Sassi. Fino a sabato prossimo, 26 settembre, le due ragazzine, in vacanza in Basilicata, di cui una è originaria, non potranno quindi far ritorno in Inghilterra.

Con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali aggravate e continuate, sono in carcere dallo scorso 11 settembre i quattro giovani arrestati dalla Polizia: Michele Masiello, di 23 anni, Alberto Lopatriello (22), Alessandro Zuccaro (21) e Giuseppe Gargano (19). Altri quattro - tra cui due cantanti trapper - sono indagati a piede libero: per riconoscere l’ottavo, come già successo per almeno due degli arrestati, è risultato fondamentale consultare i social. «In numero maggiore di cinque e minore di dieci» avrebbero partecipato allo stupro, secondo quanto scritto nell’ordinanza del gip che ha portato alle misure cautelari. Nelle ultime ore, una delle due ragazzine si è detta convinta che anche l’ottavo indagato sia stato coinvolto nella violenza sessuale e, così, attraverso l’avvocato Giuseppe Rago, ha presentato una denuncia circostanziata e determinante per il posticipo dell’incidente probatorio.

Il rinvio era stato richiesto dagli avvocati difensori degli indagati anche per analizzare tutta la documentazione dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera. Gli stessi legali hanno sottolineato di aver apprezzato la scelta fatta dal gip in riferimento al riconoscimento che dovrà avvenire in aula. Non sarà «informale, un pò all’americana», ossia oggi alle ragazzine sarebbe stato chiesto: «Lo riconosce, è lui? Sarebbe stato - ha evidenziato uno degli avvocati, Francesco Mastro, parlando con i giornalisti all’uscita dal Palazzo di giustizia - un pò troppo suggestivo. E, invece, come prevede l’articolo 213 del codice di procedura penale, la 'ricognizione personalè - ha aggiunto - sarà effettuata con la presenza di tante persone, molto simili agli indagati» con le ragazzine che dovranno «essere assolutamente certe del riconoscimento».
La vicenda giudiziaria vivrà quindi il 26 settembre un momento probabilmente decisivo. «Le cose - ha proseguito l'avvocato Mastro - non stanno così come sembrano: è un processo che andrà a definire responsabilità e ruoli. Non tutti hanno responsabilità, comunque - ha concluso - non tutti hanno le stesse responsabilità». Intanto proseguono le indagini della Squadra mobile di Matera, con ulteriori accertamenti che, tra l'altro, dovranno chiarire se le due ragazzine, prima di essere violentate, siano state drogate e se uno degli indagati abbia ripreso la violenza con il suo telefono cellulare. 

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