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TASSE

Stangata a Porto Cesareo
Il «paradiso fiscale» è Patù

Ogni abitante jonico sborsa 1.619 euro. Solo 333,34 nel centro del Capo di Leuca

Stangata a Porto Cesareo Il «paradiso fiscale» è Patù

STEFANO LOPETRONE

È Patù, con le sue due marine San Gregorio e Felloniche, il «paradiso fiscale» del Salento. Nella graduatoria stilata da Openpolis, il centro abitato del Capo di Leuca è quello in cui si pagano meno tasse. Almeno fino al 2014. L’«inferno» da questo punto di vista è Porto Cesareo: addirittura 1.619,10 euro ad abitante. Anche se è chiaro che la maggior parte delle tasse e delle imposte vengono pagate da non residenti, essendo la località marina il principale serbatoio di seconde case del Salento.

PARADISO I cinque paesi in cui si pagano meno tasse sono dunque Patù con 333,49 euro di tasse e imposte incassate dall’amministrazione nel 2014 per ogni residente. Seguono nella top ten dei meno tartassati: Carpignano Salentino con 334,57 euro; Lequile con 349,77 euro; Tuglie con 363,45 euro; San Cesario di Lecce con 364,40 euro; Corsano 364,50 euro; Scorrano con 364,63 euro; Collepasso con 366, 75 euro; Cutrofiano con 374,99 euro; Taurisano con 379,88 euro e Bagnolo del Salento con 382,85 euro. Tranne Patù e Corsano, nessuno di questi «paradisi fiscali» ha l’affaccio sul mare. Di conseguenza pochi possono fruire della tassazione sulle seconde case o di un’eventuale tassa di soggiorno. A conferma che nel Salento, come nel resto d’Italia, i posti turistici sono quelli che riescono a drenare maggiore ricchezza in rapporto alla popolazione.

inferno Porto Cesareo rientra perfettamente in questa casistica. Il numero di seconde case non si conta, così come quello dei turisti che ogni anno affollano le sue vie e le sue spiagge. Non è un caso che l’«esplosione» della tassazione giunga negli anni della stretta sulle seconde case. Fino al 2006 in riva allo Jonio si spendevano ogni anno meno di 900 euro in tasse e imposte; ora addirittura il doppio. Nella top-ten dei cittadini più tartassati, seguono i cesarini gli abitanti di: Melendugno (1.100,54 euro), Otranto (921,32 euro); Lecce (778,82 euro), Castrignano del Capo (775,71 euro), Ugento (742,49 euro), Santa Cesarea Terme (738,89 euro); Salve (712,12 euro), Gallipoli (711,86 euro) e Melpignano (686,82 euro). Tutti comuni con l’affaccio sul mare, tranne Melpignano, che però è ormai una località turistica grazie alla Notte della Taranta. È comunque indicativo che anche il centro della Grecìa Salentina abbia aumentato vertiginosamente gli introiti tra il 2011 ed il 2012, nel periodo di forte crisi che costrinse il governo Monti a reintrodurre la tassazione sugli immobili. Gli introiti da imposte e tasse sono raddoppiati proprio in quel periodo quasi ovunque (ma non a Patù, che ha mantenuto una tassazione quasi costante). Resta comunque indicativo un fatto: nel rapporto tra tasse-imposte e cittadini residenti, Porto Cesareo sarebbe la città più «cara» in Basilicata, Calabria, Molise e Sicilia. In Puglia è seconda solo a Sant’Agata (Fg), in Emilia-Romagna sarebbe seconda a Zerba, in Campania a Capri, in Friuli a Lignano Sabbiadoro.

GRANDI CENTRI Prendendo in considerazione i 10 centri abitati più popolosi della provincia (capoluogo escluso), si notano subito assenze indicative tra i 10 centri più tartassati. Non ci sono Nardò, Galatina, Copertino, Casarano (per questo comune l’ultimo dato si riferisce al 2013 ma sicuramente, dopo il dissesto del Comune, oggi c’è poco da gioire), Tricase, Galatone, Surbo, Trepuzzi e Maglie. Entrando nel dettaglio, Nardò, si piazza al 15° posto con 574,89 euro pro capite all’anno; Galatina è al 33° con 496,08 euro; Copertino addirittura 69° con 418,61 euro; Casarano nel 2013 (mancano i dati del 2014) incassava 404,25 euro a residente e sarebbe al 75esimo posto nella classifica aggiornata; Tricase solo 46esima con 470,66 euro subito dietro a Galatone con 472,19 euro; Surbo al 65esimo posto con 434,40 euro; Trepuzzi è 77esima con 397,72 euro e Maglie 16esima con 574,70 euro.

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