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Lecce, il nuovo Pug in dirittura d’arrivo: San Cataldo diventa il «quartiere sul mare», scontro su dune e bosco

Lecce, il nuovo Pug in dirittura d’arrivo: San Cataldo diventa il «quartiere sul mare», scontro su dune e bosco

 
Gaetano Gorgoni

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Gaetano Gorgoni

Lecce, il nuovo Pug in dirittura d’arrivo: San Cataldo diventa il «quartiere sul mare»,  scontro su dune e bosco

È quasi completata la rivisitazione del piano dell’amministrazione Salvemini da parte della commissione tecnica. Ora vanno valutati aspetti legali ed eventuali vincoli

Giovedì 08 Gennaio 2026, 13:53

La rivisitazione del Piano urbanistico generale è in dirittura d’arrivo. Lo ha già annunciato il sindaco Adriana Poli Bortone e lo ha confermato, ieri, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Lecce, Gianpaolo Scorrano. «Il documento non è stato consegnato perché mancano ancora alcune verifiche legali - sottolinea l’assessore - Non si tratta di modifiche o aggiustamenti. Il documento è all’esame della parte legale». La parte tecnica (sviluppata dal Comitato composto dagli architetti Paola Rosa Gigante, Giovanni Cantatore e Alfredo Foresta; dagli ingegneri Vincenzo Gigli e Fausto Giancane; dagli avvocati Pietro Quinto, avvocato amministrativista, e Pierluigi Portaluri, docente universitario di diritto amministrativo) è stata completata. «Come ha detto il sindaco - continua Scorrano - la città guarda al mare, ma si sviluppa anche con il suo polo sanitario e universitario. Abbiamo dialogato con i Comuni limitrofi per creare sviluppo anche sul nostro territorio e non solo oneri».

Ora si valutano eventuali problemi legali o eventuali vincoli. Porto turistico di San Cataldo, retroporto con i servizi per i natanti, infrastrutturazione e sviluppo delle zone B tra Lecce e San Cataldo, che la precedente amministrazione aveva considerato campagne, sviluppo infrastrutturale del polo ospedaliero e sanitario e sviluppo verso Lecce del polo universitario: queste sono le linee strategiche della rivisitazione del Pug, che è stato scritto da esperti di fama internazionale durante l’amministrazione Salvemini.

Lecce diventa città di mare, non più come uno slogan, secondo chi ha rivisitato il documento: San Cataldo si trasforma in un vero e proprio quartiere di Lecce, con zone D e B sviluppate al posto di quelle che il Pug «salveminiano» vedeva come zone agricole. Intanto, però, il documento dell’Università del Salento (responsabile il professor Giuseppe Roberto Tomasicchio), che dovrebbe contenere la perizia e gli studi tecnici sul porto turistico e sull’erosione a San Cataldo, non è ancora pronto. Eppure quella relazione sul piano tecnico sarebbe cruciale per rafforzare la rivisitazione del Pug presentata dagli esperti.

Ieri, però, l’opposizione è tornata a incalzare e a chiedere conto del documento all’interno della Commissione XI, convocata a Palazzo Carafa dal presidente Antonio Rotundo. Dai banchi dell’opposizione sono esplose le polemiche sulla necessità di salvaguardare il bosco e la fascia dunale. Secondo i tecnici incaricati, però, non c’è alcun problema: tutto sarà salvaguardato e lo dimostrerebbe il rendering degli interventi previsti, che pubblichiamo a corredo dell’articolo. Dai banchi dell’opposizione c’è la richiesta di scoprire le carte e di una maggiore certezza dei tempi.

C’è spazio per uno sviluppo ulteriore dell’Ecotekne nella rivisitazione del Pug. Si collabora con i comuni adiacenti per sviluppare servizi, verde, parcheggi, infrastrutture e trasporti. «Il Pug di Salvemini non ha previsto uno sviluppo della città in alcune zone cruciali - puntualizza Scorrano - Il territorio abbandonato non è verde pubblico. Lecce è sul mare: non è il suo mare! La precedente amministrazione si è limitata alla delibera di adozione di giunta a tre giorni dalle elezioni: non erano d’accordo tra di loro in verità. Le zone B saranno sviluppate con la Lecce-San Cataldo che diventa strada comunale».

L’ex assessore alla mobilità, Rita Miglietta, aveva spiegato che alcune zone B non sviluppate, lontane dall’abitato erano diventate zone agricole, perché era antieconomico portare i servizi fin lì. «Perché è difficile portare servizi? - si chiede Scorrano - È più difficile ripulire i campi dai rifiuti abbandonati e dal degrado. Dire che non si possono portare i servizi è antieconomico».

La sintesi di tutto il lavoro svolto la fa l’architetto Alfredo Foresta, uno dei componenti del comitato tecnico: «Ciò che emerge di dissonante rispetto al passato è che Lecce avrà un quartiere sul mare, che farà sì che il capoluogo si trasformi effettivamente in una città di mare».

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