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In Puglia e Basilicata

Malasanità

Lecce, prima dimessa, poi operata: giovane mamma in coma irreversibile

ospedale Vito Fazzi di Lecce

Iscritti sul registro degli indagati 12 medici dell’ospedale «Vito Fazzi»

13 Giugno 2020

Redazione Lecce

Lecce - Una grave infezione alle vie urinarie diagnosticata in ritardo ed una giovane mamma finisce in coma.
Il caso è all’attenzione del sostituto procuratore Paola Guglielmi, che nelle scorse ore ha iscritto sul registro degli indagati 12 medici dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce.

L’ipotesi di reato al momento contestata dalla Procura è quella di lesioni gravissime. Perchè lei, una 40enne di Monteroni, madre di due bambine piccole, ha purtroppo lesioni cerebrali irreversibili.

La storia della donna è contenuta in una dettagliata querela, presentata dall’avvocato Viola Messa per conto dei familiari.
I fatti risalgono al mese di febbraio, prima che scoppiasse l’emergenza sanitaria.

La 40enne, che da qualche mese ha partorito la sua seconda figlia, inizia ad avere la febbre: la temperatura, con picchi anche piuttosto alti, sale e scende, accompagnata da dolori addominali. È sabato sera, il marito decide di portarla al pronto soccorso del Vito Fazzi. I medici la sottopongono ad alcuni accertamenti, in base ai quali non emerge un quadro particolarmente preoccupante. Le viene prescritta una terapia farmacologica e viene rimandata a casa. Nonostante le cure, però, nessun miglioramento.

Il lunedì successivo la signora si ripresenta al pronto soccorso: il marito sostiene che la moglie avrebbe atteso dalla mattina sino al pomeriggio, per diverse ore, fino a quando è stata visitata da una dottoressa. È lei a capire la gravità della situazione, visto che all’esito dell’ecografia la paziente risulta avere una grave infezione alle vie urinarie ed ai reni.
Non c’è tempo da perdere, tutto viene predisposto per un intervento chirurgico d’urgenza. L’operazione va a buon fine, il peggio sembra essere passato.

Martedì, però, sopraggiunge un piccolo problema, al quale però i medici non avrebbero dato peso. La situazione resta stazionaria fino a venerdì: improvvisamente la 40enne viene colta da un arresto cardiaco.

Vengono praticate subito tutte le pratiche rianimatorie, e dopo diversi tentativi il cuore riprende a battere. Però il cervello è rimasto troppo a lungo senza ossigeno, e questo ha causato danni purtroppo irreversibili.
Da quel giorno la 40enne è in coma, la sua vita è appesa un filo.

In seguito all’epidemia da Coronavirus, il marito ha deciso di trasferirla in una struttura privata, per evitare possibili contagi.
Il prossimo 22 giugno il pm conferirà incarico al medico legale Roberto Vaglio, che insieme ad un infettivologo e ad un nefrologo del policlinico di Bari dovranno stabilire eventuali negligenze da parte del personale medico che l’ha avuta in cura.

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