Mercoledì 08 Luglio 2020 | 14:09

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L'INTERVISTA

Lecce, a un anno dall'elezione il bilancio di Salvemini: dai buoni spesa alle grandi opere, il Covid non ferma il Comune

Il sindaco rilancia programmi e obiettivi

Lecce, a un anno dall'elezione il bilancio di Salvemini: dai buoni spesa alle grandi opere, il Covid non ferma il Comune

Dai buoni spesa alle famiglie per superare l’emergenza alla programmazione delle grandi opere: l’amministrazione comunale non si ferma neppure durante l’epidemia. Anche se è innegabile che il Coronavirus ha imposto una brusca frenata alla programmazione di progetti e interventi. Ad un anno esatto dalla vittoria alle elezioni comunali, il sindaco Carlo Salvemini riordina i tasselli di questi 12 mesi e pensa agli obiettivi da raggiungere, da qui al 2024.

Sindaco, cosa ha comportato l’emergenza sanitaria nell’agenda del governo cittadino?

«Tutti i settori, i progetti, le iniziative inevitabilmente sono entrate in un momento di imposta sospensione. Alcune scadenze dell’agenda di governo sono state differite. Soprattutto, però, tutte le amministrazioni comunali sono state costrette a doversi totalmente ripensare e resettare».

Con cosa si trova a fare i conti?

«Lo stanziamento del Governo previsto di tre miliardi e mezzo di euro non consentirà alle amministrazioni comunali di chiudere il bilancio in pareggio. A Lecce ad oggi ci sono 20 milioni di euro di minori entrate. Per l’obbligo del pareggio di bilancio, dovremmo determinare un riduzione della spesa di 20 milioni di euro, significherebbe cancellare quasi tutto quello che avevamo programmato. Siamo entrati in una fase di completo ripensamento. Io sono molto concentrato a garantire la tenuta dell’amministrazione, ad assicurare i servizi pubblici essenziali alla cittadinanza, ad affrontare questa navigazione tempestosa che ci costringe veramente a fare le capriole e i salti mortali. In questo momento la questione delle politiche sociali assume importanza decisiva. Se l’emergenza sanitaria in qualche modo è stata sotto controllo, quella economica è faticosissima e ci accorgiamo ogni giorno delle conseguenze sulle persone e sulle famiglie. Apro la posta elettronica e trovo le email di cittadini che chiedono quando saranno consegnati i buoni spesa per il mese di maggio. Siamo riusciti ad assicurare anche per maggio una misura che doveva essere una tantum erogata dal Governo. Questo grazie anche alle attenzioni della Regione ed ai contributi di privati. Ora sto aspettando di capire quale sarà il contributo straordinario per la città e quanto si potrà recuperare dello sbilanciamento dei 20 milioni. Siamo pronti a spegnere le luci dell’illuminazione pubblica per far capire qual è la posta in gioco. Molti cittadini questo non lo percepiscono fino in fondo perchè fortunatamente, nonostante mille capriole, riusciamo a garantire l’illuminazione, la pulizia, la raccolta dei rifiuti, le prestazioni sociali».

Fino a quando?

«Non lo sappiamo. C’è il problema grosso della Tari. Durante questi mesi di emergenza Covid, le strade della città sono state sempre pulite e i rifiuti raccolti. Sono anche stati garantiti servizi straordinari e supplementari; il protocollo per le persone sottoposte a quarantena è stato fatto nell’assoluta tranquillità ma con non poche preoccupazioni. D’altra parte, tutte quelle attività che sono state ferme per mesi e quindi non hanno prodotto rifiuti, stanno chiedendo di sospendere il pagamento del tributo, per non essere doppiamente penalizzati. Il fatto è che il Comune deve comunque corrispondere i relativi importi all’impresa dell’igiene urbana, che ha portato i lavoratori in strada. Nè si può chiedere all’altra utenza, quella delle famiglie, di compensare la perdita».

C’è un «piano B», nel caso il finanziamento fosse insufficiente?

«I Comuni saranno costretti a far pagare la Tari per intero anche ai titolari delle attività chiuse dal Governo durante il lockdown. Ma non è principio di equità e giustizia e con Anci auspichiamo si possa trovare una soluzione. Piuttosto, rivolgo l’appello a pagare la tassa ai contribuenti che pur potendo non lo hanno ancora fatto. Avremo un po’ di ossigeno per poter andare avanti».

La situazione per gli stabilimenti balneari è stata definita. resta ancora aperto il capitolo delle spiagge libere, il più difficile.

«Da sindaco di un comune con oltre 20 chilometri di costa, sono stato il primo, oltre un mese fa, a segnalare la necessità di definire modelli di organizzazione per gli accessi alle spiagge libere. Suggerì la possibilità di un accordo con i titolari dei lidi per la gestione anche dei tratti pubblici, previo esonero dal pagamento del canone, ma non ha avuto seguito nell’interlocuzione con il governo nazionale. Oggi il Dpcm ci dice che vanno garantite le misure di distanziamento, evitati gli assembramenti, sospesi i giochi di gruppo in spiaggia, ma ci si affida alla responsabilità individuale del bagnante. Questo perchè non è stata trovata la possibilità di garantire risorse ai Comuni e si suggerisce un servizio di sorveglianza. Non nascondo che la situazione è molto faticosa. Ora verrà predisposta una campagna di comunicazione, informazione, sensibilizzazione rivolta ai cittadini affinchè siano consapevoli di dover vivere la spiaggia diversamente da come è avvenuto fino all’anno scorso. Cercheremo anche di capire se e come il nuovo bando di reclutamento di volontari consentirà di disporre di unità aggiuntive alla protezione civile che già sta garantendo moltissimi servizi, dandoci una mano straordinaria. Naturalmente non potremo affidare a questi nuovi volontari funzioni e responsabilità che spettano ai pubblici ufficiali. Se dal Governo arriveranno risorse sufficienti e destinate specificamente a questo scopo, proveremo ad adottare un’organizzazione come quella per i parchi. Ma al momento l'accesso alle spiagge sarà libero e il distanziamento affidato alla responsabilità e al buon senso dei cittadini»

Sta funzionando?

«Sta andando bene. Il report di ieri (lunedì, ndr) ci dice che in una settimana abbiamo distribuito ticket 1631. E il numero è in aumento, tant’è che abbiamo prolungato la chiusura alle 19».

Che estate ci aspetta in città?

«Una città come la nostra subirà il colpo di una estate diversa che al momento non si annuncia come le precedenti, Ci sono ancora l’incognita della mobilità regionale, l’interrogativo delle frontiere. E poi c’è da misurare la dimensione psicologica delle persone, oltre alla propensione alla spesa. In ogni caso, le amministrazioni comunali e gli operatori si devono adoperare per garantire servizi e ribadire l’attrattività della nostra terrà. Intanto, l’andamento epidemiologico è un tassello di forza; poi, c’è la straordinarietà dal punto di vista paesaggistico, monumentale, architettonico. Però, siamo conosciuti anche per l’organizzazione di manifestazioni, eventi appuntamenti, che quest’anno non sappiamo se potremo confermare. Io resto in speranzosa attesa se Dior confermerà, naturalmente in forme e modi diversi, la sfilata della propria collezione (era stata organizzata per lo scorso 8 maggio, ndr). Maria Grazia Chiuri (il direttore creativo, ndr) che ho sentito pochi giorni fa, mi ha detto che non sono l’unica Maison che non ha annunciato la cancellazione della propria collezione nel mondo. Stanno lavorando e vogliono capire se ci sono le condizioni per riproporle più in là. Vorrei anche capire se si potrà tenere una grande manifestazione musicale, e se e come si potrà organizzare la festa patronale (di Sant’Oronzo, ndr)».

Gli assembramenti nella movida, cosa le suggeriscono?

«L’Italia, così come altri Paesi, ha deciso di correre un rischio calcolato. Ci vogliono responsabilità individuale, coscienza, attenzione. D’altra parte, in città non abbiamo casi positivi dal 2 maggio, attualmente i positivi sono meno di dieci e non c’è stato alcun decesso. Quello che si vede, soprattutto nei fine settimana, rientra in questo nuovo contesto. Ed è naturale la propensione psicologica a tornare alla vita. Dobbiamo avere fiducia, da una parte, e responsabilità, dall’altra, per non far spostare l’andamento epidemiologico».
Sta mutando.

Sindaco, le dirette Facebook quotidiane, che hanno sicuramente portato conforto in un momento di fragilità, possono aver consolidato il rapporto con la cittadinanza?

«Ho avvertito una responsabilità: quella di tenere unita emotivamente una comunità costretta fisicamente a stare lontano, a trasferire l’idea che i destini di ciascuno ci riguardavano, ad essere pronti ad attivare quella straordinaria rete della solidarietà che ha funzionato e ci ha consentito di essere vicini a chi aveva meno. È vero che il lockdown ha colpito tutti ma c’è chi ha subito conseguenze più pesanti ed era giusto che le istituzioni fossero principalmente al loro fianco. Credo che questo sia stato compreso che il Comune è stato ed è al fianco di tutti, preoccupato dei destini di ciascuno. Un impegno che ho assolto senza pensare ad altro che a rendermi utile, in questa funzione di servizio che ogni amministratore deve sentire nell’espletamento del proprio mandato. Tant’è che ora molti cittadini mi scrivono direttamente con email, trasferendomi problemi ai quali chiedono soluzioni. Alcuni affettuosamente mi mettono a parte dei loro pensieri, c’è chi mi incoraggia, chi mi sollecita, chi mi suggerisce. Cerco di rispondere a tutti, ogni giorno».

Ci sono anche cittadini che lamentano, per esempio, di non aver avuto la documentazione relativa all’installazione dei 350 hotspot per il 5G.

«È stata chiesta, da parte di un’associazione, una copiosa, articolata e ricca documentazione che si ha necessità di predisporre con i tempi dovuti, e che garantiremo per il diritto di l’accesso agli atti. Per noi la trasparenza è un caposaldo politico-amministrativo».

Qual è il suo pensiero riguardo la tecnologia 5G?

«Ci sono sensibilità e opinioni diverse. Io non ho competenze e titoli scientifici per affermare verità. Mi rifaccio, come per il Covid, alla valutazione della scienza. Come ho riconosciuto il contributo determinante dell’Istituto superiore della sanità per la gestione della pandemia, così non posso far altro che affidarmi allo stesso, oltre che ad altri organismi internazionali pubblici, riguardo i presunti pericoli di questo nuovo standard di trasmissione delle onde elettromagnetiche. Chi invoca il principio di precauzione suggerisce o chiede che venga sospeso l’autorizzazione all’installazione di impianti 5G, che comunque sarebbero in funzione nel luglio 2022. È un tema molto dibattuto, non solo nazionale. È di oggi (ieri, ndr) la notizia che la Corte di giustizia dell’Aia ha respinto un ricorso di una serie di associazioni “No 5 G”, sostanzialmente riconoscendo il valore dei contributi scientifici disponibili a livello europeo comunitario nell’autorizzazione all’uso della nuova tecnologia».

Quali cantieri siete pronti ad avviare? C’è un interessante patto con l’Università del Salento per diversi interventi.

«Abbiamo una interessante proposta di una rigenerazione, uso e rifunzionalizzazione della ex Manifattura tabacchi di via Birago. Stiamo ragionando sul processo che deve garantire l’avvio di questa operazione che, se giungesse a termine, sarebbe uno straordinario volano anche per il rilancio del quartiere San Pio - Rudiae - Ferrovia. È una importantissima iniziativa per il recupero di quella grandissima testimonianza della Lecce del secolo scorso. Proprio nei prossimi giorni faremo una video conferenza di aggiornamento. Stiamo lavorando con l’Università anche alla conclusione dell’intervento all’ex Sperimentale tabacchi, dove si procederà anche all’apertura alla cittadinanza dell’area verde, per cui dal parco delle mura urbiche si passerà al giardino dello sperimentale tabacchi per giungere al parco di Belloluogo. Stiamo ragionando con l’Università anche sul progetto, già validato dalla Soprintendenza, per il recupero dell’ex stazione Agip (vicino l’Obelisco, ndr) con la realizzazione di un centro di accoglienza turistica ma anche di informazione per gli studenti, data la posizione strategica vicina ad una serie di plessi universitari. C’è poi l’operazione sulla quale si sta ragionando per il recupero dell’ex Istituto Parlangeli, che si vorrebbe destinare a Casa dello studente. Il capitolo Università è molto ampio e interessante: per la prima volta, dopo tanti anni, le due principali istituzioni camminano l’una al fianco dell’altra, convinte di dover sinergicamente porsi al servizio dello sviluppo del proprio territorio. Con Unisalento, le città di Lecce, Brindisi e Taranto e le tre Province hanno firmato, proprio in periodo Covid, un protocollo d’intesa per la Terra d’Otranto, che affida all’Università del Salento, la principale istituzione scientifica del territorio, il compito di offrire i propri saperi e le proprie competenze alla redazione di un piano strategico di sviluppo delle tre aree di Lecce, Brindisi e Taranto».

Altri interventi?

Ce ne sono tanti: dal bando per il recupero dell’ex stazione delle officine ferroviarie al finanziamento per la masseria Tagliatelle, al riconoscimento di un finanziamento della Regione per l’Ambito territoriale sociale per quasi due milioni di euro come misure contrasto alle nuove povertà, fondamentale anche per la congiuntura che stiamo attraversando. Ancora: a giorni porteremo in Giunta l’adozione della nostra proposta del Piano comunale delle coste; e poi un provvedimento riguardo l’organizzazione delle attività di pubblico commercio nel centro storico, con gli esercizi di vicinato; i nuovi accessi alla Ztl; l’aggiornamento del Piano della sosta e del traffico. È ripresa l’attività dei cantieri per quanto riguarda la mobilità ciclo pedonale, dalla velostazione alle piste ciclabili. In tanti stanno acquisendo la consapevolezza di quanto la nostra città sia percorribile in bicicletta. Questi ed altri programmi che, mi auguro, possano concretizzarsi negli anni futuri. Io, che governo con il passo del fondista e non dello scattista, mi traguardo alla fine del mandato nel 2024».

Qual è la ricetta del sindaco per superare questo periodo così complicato?

«Io dico che un sindaco dev’essere un visionario con i piedi piantati per terra e mai come adesso siamo chiamati a questa dose di realismo e di suggestione. Dobbiamo entrare nell’idea di un futuro che non può essere la pedissequa ripetizione del tempo presente. Dobbiamo cercare di immaginarcelo».

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