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Il processo

Lizzanello, in tre rischiano l’ergastolo per l’omicidio del 21enne Manca

Il verdetto sarà emesso a giugno. Gabriele Manca fu ucciso per vendetta

Gabriele Manca

LIZZANELLO - Sono tre le richieste di condanna all’ergastolo invocate dal sostituto procuratore della Dda Carmen Ruggiero per i presunti responsabili dell’omicidio di Gabriele Manca, ucciso il 17 marzo del 1999 a soli 21 anni nelle campagne di Lizzanello.

L’udienza si è celebrata giovedì nell’aula bunker del carcere di Borgo San Nicola, innanzi ai giudici della Corte d’Assise ( residente Francesca Mariano, a latere Annalisa de Benedictis e la giuria popolare).
Nel corso delle circa due ore di requisitoria, la Pubblica Accusa ha valorizzato ed evidenziato gli elementi di colpevolezza a carico dei tre presunti carnefici: Giuseppino Mero, 54enne, di Cavallino, Omar e Pierpaolo Marchello, di 40 e 41 anni, entrambi originari di Lizzanello. Rispondono di omicidio volontario aggravato da motivi futili e abbietti e dalla premeditazione e porto abusivo di arma.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del Ros, Gabriele Manca venne ucciso il 17 marzo del 1999 con tre colpi di pistola, una Tokarev semiautomatica calibro 7.62, che lo raggiunsero al torace, al braccio e al gluteo destro. Il cadavere del giovane fu ritrovato dopo venti giorni, il 5 aprile del 1999, in contrada “Le Campore” nelle campagne tra Lizzanello e Merine. Gli esiti dell’autopsia, una lettera anonima consegnata al papà di Gabriele e gli elementi raccolti dai carabinieri orientarono le indagini verso Omar Marchello. L’imputato - come riferito da testimoni e documentato dagli accertamenti - aveva un conto in sospeso con la vittima. Nel corso di un litigio avvenuto in piazza, Manca ferì al volto Marchello con un taglierino chiamandolo «infame» per averlo denunciato ai carabinieri quale autore del suo ferimento. In questo contrasto sarebbe maturato - secondo gli investigatori - il movente: Manca avrebbe pagato con la vita l’insubordinazione e l’irriverenza nei confronti di Marchello. La sera dell’omicidio la vittima sarebbe stata attirata in un tranello. Mero, con il pretesto di favorire un chiarimento con Omar Marchello, avrebbe accompagnato Manca in campagna dove, però, lo avrebbero atteso Marchello e Mazzotta. Fu colpito da almeno tre colpi di pistola.

Nell’ottobre scorso, è stata già inflitta una condanna nei confronti del quarto presunto partecipe all’omicidio: Carmine Mazzotta, 46enne di Lecce, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, è stato condannato a 30 anni di reclusione con rito abbreviato dal gup Cinzia Vergine. Sono state riconosciute le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, è stato disposto il risarcimento in favore delle parti civili in separata sede,
La prossima udienza è fissata per il 28 maggio, mentre la sentenza è prevista per l’11 giugno.

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