Domenica 02 Ottobre 2022 | 21:11

In Puglia e Basilicata

Salento

Gallipoli, giovani in fuga dalla Baia Verde, calo presenze del 30%

Gallipoli, giovani in fuga dalla Baia Verde, calo presenze del 30%

Complice l'addio ai party sulla spiaggia, il trend negativo sembra inarrestabile

12 Agosto 2019

Daniela Pastore

«Non c’è bisogno di aspettare Ferragosto. Ormai la stagione è andata. Male, anzi malissimo». Allarga la braccia il gestore di un lido sulla costa sud di Gallipoli. Siamo alla Baia Verde. Primo pomeriggio di uno dei giorni clou d’agosto. Musica sottofondo. Della ressa umana di un anno fa neanche l’ombra. I bagnanti si godono senza sgomitare l’acqua caraibica della Perla dello Ionio.

«Il calo di presenze è evidente. Ancora non abbiamo i dati ufficiali ma la sensazione è che sia tra il 30 e il 40 per cento. E sembra un trend ormai inarrestabile».
Basta fare una passeggiata a piedi sulla litoranea pedonale d’accesso ai lidi per avere una conferma visiva delle stime degli operatori turistici.

I giovani si assembrano solo nel tratto che va dallo «Zen» alla «Praja». Poi lentamente le presenze si diradano. Fino quasi a scomparire. Fa un certo effetto arrivare all’altezza del «Samsara». Al posto dei buttafuori in divisa nera che gli scorsi anni facevano da scudo alla massa di teenager che spingeva per entrare nel lido animato dai beach party, tra frastuoni di trombe, deejay-set, cubiste e divertentismo a go go, oggi la mesta immagine di un cartello riverso sul ciglio della strada, e un silenzio assoluto, rotto solo dal frinire delle cicale della macchia mediterranea. Per effetto di una complessa vicenda amministrativa e giudiziaria, il tempio delle movida balneare della costa Sud ora è un rudere. All’ingresso dello stabilimento (o meglio di quel che resta dello stabilimento) vetri rotti, rifiuti gettati per terra, alcuni totem divelti. Al posto della file di ombrelloni presi d’assalto da migliaia di persone, un ampio tratto di spiaggia libera.

«Baia Verde è finita. Altri due, tre anni, e poi sarà un deserto. I giovani non verranno più qui, andranno verso altre mete. Un fenomeno che è già iniziato», osserva un pierre che vende biglietti per le poche discoteche ormai rimaste ad animare la notte ionica.
È la prima stagione senza tre super templi del divertimento: Samsara, Gondar, Cave, simboli delle estati inebrianti e sfrenate di quella che era stata ribattezzata la nuova Ibiza, la «Baia» delle notti brave.

Per i nostalgici dei beach party, i giovani avventori della Baia Verde quest’estate hanno l’opzione «Kabana - Samsara», una festa danzante che si svolge però lontano dalla battigia, nei locali della Praja, a partire dalle 18. «Ci divertiamo lo stesso anche se c’è meno scelta movidara», assicura Alina, una bella 18enne milanese. Di certo però qualcosa è cambiato. E forse il giorno dopo la chiusura dei lidi, a settembre, sarà già tempo di chiedersi che tipo di turismo si vorrà dare alla Baia Verde e alla sua incantevole litoranea.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • eleba

    12 Agosto 2019 - 12:41

    Dovreste festeggiare con i fuochi d'artificio questo abbandono..Confondete il turismo con la caciara. Per quel tipo di turismo da sballo ci sono Riccione,Ibiza,Formentera,Lioret do mar,Kos e là devono andare quei personaggi in cerca d'autore..

    Rispondi

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725